"I pretended to be somebody I wanted to be until finally
I became that person. Or he became me." (Cary Grant)
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C’è rumore di api, odore d’aglio. Per qualche istante perdono di vista Mary, che s’infila in cunicoli di ombra blu, tra fiotti di fiori. Sarebbe, pensa il Reverendo, proprio da lei, sparire come un coniglio in un buco. Ma poi la trovano, ai piedi di un albero più grande degli altri, con una mano, un dito che punta alla cima dell’albero, come una figura in un dipinto allegorico. (Andrew Miller, Il talento del dolore, traduzione di Sergio Claudio Perroni, Bompiani 2000) |
![]() (Salvador Dali, Birth of a New World, 1942) |
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Il punto è, per tornare alla questione della sacralità naturale, che la quintessenza di questa natura si presenta appunto come una quintessenza sonora, ancorché impercettibile all’orecchio ordinario. E di questa quintessenza Elias è come il veggente solitario, il tramite incompreso. Elias possiede quello che Ernst Joachim Berendt definiva “il terzo orecchio” (per analogia con “il terzo occhio” della mistica tibetana). Ossia la facoltà di risalire dalla musica come fatto culturale alla musica come fatto naturale, dalla musica humana alla musica mundana. |
![]() (Salvador Dali, Metamorphosis of Narcissus, 1937) |
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In mezzo a tanta costernazione, Quiqueg cadde agilmente in ginocchio, e strisciando sotto lo spazio della boma s’impadronì d’un cavo, ne assicurò una cima alla murata e poi, gettando l’altra come un laccio, l’impigliò alla boma che gli spazzava sul capo. Al balzo seguente, la trave venne così fermata e fu tutto al sicuro. (…) Io cercavo quell’altro, l’eroe, ma non vidi più nessuno. Il novellino era già andato sotto. Scattando perpendicolarmente su dall’acqua, Quiqueg diede allora in giro l’occhiata di un attimo e, sembrando vedere come stessero le cose, si tuffò e scomparve. Qualche minuto e venne su, con un braccio steso al nuoto e con l’altro che tirava un corpo esanime. (…) I marinai in massa proclamarono Quiqueg un nobile cuore e il capitano gli fece le sue scuse. Da allora io stetti attaccato al mio Quiqueg come un cirripede, sempre, finché il povero Quiqueg non fece l’ultimo gran tuffo. |
![]() (Salvador Dali, Geopoliticus Child Watching the Birth of the New Man, 1943) |
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E’ istruttivo pensare che non c’è in questa stanza, né in alcun’altra stanza al mondo, una sola persona che, in qualche punto ben scelto dello spazio – tempo storico, non sarebbe stata messa a morte, là e allora, qui e ora, da una maggioranza di persone di senso comune virtuosamente infuriate. Il colore del credo, delle cravatte, degli occhi, dei pensieri, dei modi, dei toni di voce s’imbatte sicuramente, in qualche punto del tempo e dello spazio, nella fatale obiezione di una folla che odia quel particolare tono. E quanto più un uomo è brillante, quanto più è insolito, tanto più è vicino al rogo. Stranger rima sempre con danger. |

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