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"I pretended to be somebody I wanted to be until finally
I became that person. Or he became me." (Cary Grant)

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Il Giardino dei Tarocchi: visioni nella natura.
 Galaad Edizioni (del 29/05/2009 @ 13:15:44, in Mostre, linkato 695 volte)


di Pietro Ruggieri
Ho aderito con curiosità alla nuova proposta dell’associazione culturale “Terracromata” (Roma) per la domenica del 20 maggio: una visita guidata al “Giardino dei Tarocchi”, situato nei pressi di Garavicchio, località a pochi chilometri da Capalbio (GR). In un parco di modeste dimensioni, dominato da una vegetazione a macchia mediterranea, rigogliosa e verdissima in questo periodo di primavera inoltrata e mossa a momenti da una leggera brezza dal profumo marino che non sempre è riuscita ad alleviare, nel corso della visita, la precoce calura che quest’anno ci ha colti di sorpresa, trovano singolare collocazione ventidue strutture scultoree monumentali di medie e grandi dimensioni ispirate agli Arcani maggiori dei Tarocchi. L’ideatrice di queste installazioni è Niki de Saint Phalle (1930-2002), artista francese dall’animo tormentato e sensibile, che lavorò per oltre venti anni al progetto del giardino insieme al marito, lo scultore Tinguely, e a vari collaboratori. L’artista si applicò alla realizzazione del giardino con un trasporto e una perseveranza non comuni, con l’intento di regalare a tutti un luogo magico lontano dal clamore e dalla confusione turistica, un luogo, come lei stessa scrisse sulle maioliche bianche poste all’inizio del percorso del parco, per la gioia della mente e del cuore. Le sculture, ispirate a Gaudí, dalle cui opere Niki rimase folgorata nel corso di un viaggio a Barcellona nel 1955, sono vere e proprie concretizzazioni dell’immaginario dell’artista, solidificazione di elementi originali emersi improvvisamente dalla terra come visioni rievocate dal subconscio. A una prima impressione le opere, inclini a predominare sul paesaggio, mal si sposano con gli elementi vegetali circostanti. In realtà, nulla è stato lasciato al caso: i sentieri e i gradini in pietra, la disposizione delle sculture, la loro collocazione all’interno del giardino, le forme tondeggianti e sinuose, gli automi e i meccanismi in movimento, tutto è stato attentamente studiato nei minimi dettagli. L’intensa policromia dei rivestimenti, eseguiti in ceramica dipinta e in frammenti di pasta vetrosa e specchio a mosaico, attrae immancabilmente i miei occhi, mi spinge a indugiare sui dettagli di ogni singola “scultura-struttura”, alla ricerca di simboli, numeri, parole, disegni e forme capaci di evocare una corrispondenza con i sensi e la memoria. La luce del sole accende le forme e si riflette sui mosaici a specchio, d’oro e d’argento, esaltandoli in mille bagliori e miraggi. In un singolare stato di abbacinamento infantile, continuo ad aggirarmi nel giardino, scoprendo a poco a poco che il sentiero segnato da queste sognanti interpretazioni dei Tarocchi cela un percorso più intimo e speciale. E’ il percorso dell’artista alla ricerca del senso della sua arte come rielaborazione dei momenti tragici della vita, delle decisioni da prendere, delle strade da scegliere ed esplorare. E’ il percorso di ciascuno di noi, il tragitto della mente e dell’anima timorose del futuro e desiderose di felicità. Realizzando questo giardino, Niki sperò di donare a tutti coloro che vogliono visitarlo un momento di riflessione e di pace.

Il Giardino dei Tarocchi,
Niki de Saint Phalle,
Capalbio (GR), località Garavicchio.
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Commenti

  1. # 1   Leandro (inviato il 29/05/2009 @ 17:02:03)

    Grazie per il suggerimento.
    Non ci sono mai stato e non ne avevo mai sentito parlare, ma dopo questa coinvolgente descrizione della tua visita lo metto tra le mie prossime mete. Mi sembra intrigante soprattutto la possibilità di muoversi tra queste sculture cogliendo collegamenti previsti e non, risonanze tra il proprio percorso interiore e quello che ti trovi a fare in quel momento. Come accade in generale con gli strumenti di divinazione dove il caso, l'evocazione di qualcosa che può essere interpretata in più modi, ti porta a vedere, a scoprire qualcosa che era in te, ma non eri riuscito a mettere a fuoco.

  1. # 2   Leandro (inviato il 29/05/2009 @ 17:04:02)

    Grazie per il suggerimento.
    Non ci sono mai stato e non ne avevo mai sentito parlare, ma dopo questa coinvolgente descrizione della tua visita lo metto tra le mie prossime mete. Mi sembra intrigante soprattutto la possibilità di muoversi tra queste sculture cogliendo collegamenti previsti e non, risonanze tra il proprio percorso interiore e quello che ti trovi a fare in quel momento. Come accade in generale con gli strumenti di divinazione dove il caso, l'evocazione di qualcosa che può essere interpretata in più modi, ti porta a vedere, a scoprire qualcosa che era in te, ma non eri riuscito a mettere a fuoco.

  1. # 3   Pietro (inviato il 31/05/2009 @ 22:24:28)

    Ti ringrazio per il tuo interessante commento e per aver letto la recensione!

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