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Luna gentile, spargi la tua voce di voluttà su me come la tua morbida, chiara luce, trasportata dall'ombra estiva, avvolge il marinaio per isole tranquille in ogni tempo. Cara luna, giunge al fondo della mia gloria il cristallo della tua voce che ammalia feroci gioie che, come tigri, san lasciare ferite che han bisogno del tuo balsamo.
(Shelley, Poesie, da "Prometeo liberato" Atto IV, traduzione di Franco Giovanelli, Newton Compton, 2008)
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