I Mummenschanz
 Galaad Edizioni (del 08/02/2009 @ 11:09:58, in Teatro, linkato 516 volte)


di Pietro Ruggieri

Potrei definire il teatro visivo dei “Mummenschanz” come una rappresentazione poetica della quotidianità. La compagnia svizzera dei Mummenschanz, che mosse i primi passi agli inizi degli anni ’70 partendo dall’esperienza artistica del mimo e ormai famosa in tutto il mondo, presenta a Roma - per pochi giorni, purtroppo - un “pout-pourri” delle sue esperienze visive più note e di successo. In un’atmosfera da sogno e senza alcun accompagnamento musicale, gli artisti, avvolti completamente da abiti di velluto nero, sono invisibili agli occhi di chi guarda e fanno muovere sul palcoscenico forme di varie dimensioni, creando piccole storie al confine tra gioco e poesia. Ritorno bambino e osservo esseri mutevoli di forma cilindrica giocare insieme al pubblico con un enorme pallone rosso di gomma, sagome di cartone esibirsi da ballerini-giocolieri, massi giganti da fiaba incantata trasformarsi in faccioni ora sorridenti ora arrabbiati e buffi personaggi dialogare tra loro con lunghi srotolamenti di carta igienica colorata.


Il mondo incantato dei Mummenschanz è adatto a tutti, grandi e piccini, a chi vuole riassaporare, anche solo per la durata di uno spettacolo, uno sguardo su un mondo lontano dalle frenesie che ogni giorno ci privano del sorriso. Resto sorpreso quando gli artisti, tra gli applausi finali, si sfilano dalla testa i cappucci neri, rivelando persone avanti negli anni e con i capelli bianchi. La poesia e il gioco non hanno età, anzi, rendono più giovani.

“Mummenschanz - 3 x 11”,

Roma, Teatro Olimpico, 3.2.2009 - 8.2.2009