Chi si aspetta il classico kolossal americano adatto a un pubblico sempliciotto e poco acculturato rimarrà deluso, giacché Operazione Valchiria è la felice dimostrazione di come si possano usare i potenti mezzi di una major (in questo caso la MGM) per realizzare un progetto di spessore. Il film narra del più noto, e anch’esso fallito, attentato ad Adolf Hitler. L’ azione prende l’avvio nel 1943 in Tunisia, dove il colonnello Claus Von Stauffenberg è stato trasferito dopo aver combattuto da valoroso sul fronte europeo. Ferito gravemente durante un attacco aereo perde un occhio, la mano destra e due dita della sinistra, ma sopravvive. Al suo rientro a Berlino viene avvicinato da alcuni alti ufficiali, convinti che l’unica via d’uscita da una guerra ormai persa sia uccidere il Fuhrer, e a tal fine gli chiedono di unirsi a loro in quella che diventerà “Operazione Valchiria”. Von Stauffenberg, che tra l’ altro è sposo pacatamente felice e padre di quattro figli, sulle prime è incerto; teme infatti non solo che la soluzione propostagli possa non andare a buon fine, ma anche che in caso di fallimento possa causare la tragica fine dei suoi cari. Poi però accetta e diventa il vero artefice di ogni decisione, l’unico mai davvero sfiorato dal dubbio. Il film è solido, ben girato. Del resto Singer è regista che conosce l’uso intelligente della macchina da presa, e la sceneggiatura giustamente asciutta del duo McQuarrie-Alexander lo aiuta non poco. Allo stesso modo il montaggio e la musica, entrambi di John Ottman, contribuiscono a dare il ritmo della suspense e rendono benissimo il clima di sospetto e di paura generalizzata che dominava una Berlino prossima alla catastrofe. Per quanto concerne gli attori, Tom Cruise si dimostra per l’ennesima volta privo di sfumature espressive, a differenza del trio inglese Branagh–Stamp-Wilkinson, che dà lezioni di recitazione ad ogni sguardo. Ma nonostante ciò, nonostante i succitati meriti, il film rimane ben lontano dal cuore dello spettatore. Una postilla. Anche se solitamente i critici non lo fanno, io vorrei spendere una parola a favore dei doppiatori. Bravi. Stavolta, più di altre.
OPERAZIONE VALCHIRIA di Bryan Singer, con Tom Cruise, Kenneth Branagh, Tom Wilkinson, Terence Stamp, USA 2008.
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