Incontro con l’artista Marco Cecioni: l’energia della ceramica.

di Pietro Ruggieri |
Nel pomeriggio di sabato 28 novembre, all’interno delle sale espositive del Museo Pietro Canonica, nella verde cornice di Villa Borghese a Roma, si è svolto l’incontro, proposto dall’associazione d’arte Terracromata, con l’artista Marco Cecioni, che ha condiviso con i partecipanti la sua esperienza e ha illustrato le sue opere in ceramica esposte in mostra, circa 50 lavori tra vasi, piatti, piastrelle e pannelli. Marco Cecioni, di origini napoletane, ha sempre viaggiato molto: si divide tra l’Italia, la Svezia e la Finlandia, ansioso di sperimentare nuove tecniche grazie al proficuo confronto con gli artisti e gli architetti del nord Europa. Il maestro commissiona i pezzi in ceramica grezza ad abili maestranze artigiane (in questo caso al noto Laboratorio delle Manifatture di Vietri sul Mare di Vincenzo Santoriello) sulla base delle forme che ha ideato e successivamente completa le opere dipingendole a smalto e con disegni a incisione. L’utilizzo di colori accesi, oppure di forme e simbologie note e riconoscibili, collocate su fondo nero o bianco, rende le ceramiche familiari e accattivanti anche per gli spettatori non esperti. Le figure umane nude stilizzate riportano alla mente le forme dell’arte classica dell’Attica, di Corinto e di Pompei, rese contemporanee dalla semplicità delle linee.
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I simboli degli elementi della natura e l’iconografia degli astri ricordano i segni astrologici; le linee che si diramano tra i segni e le figure maschili e femminili sembrano voler rievocare quelle dei bassorilievi collocati negli edifici degli antichi Egizi e delle scene, rappresentate nelle tombe dei faraoni, nelle quali gli astri e le stelle sono messi in relazione con le divinità e i sovrani divinizzati. L’intento dell’artista è quello di trasmettere un messaggio di positiva energia e di vitalità attraverso la forza che la materia ceramica e il colore possono sprigionare. Sono interessanti i “pannelli traforati” monocromi, produzioni recenti appartenenti a opere di più ampio respiro da collocare in specifici ambienti architettonici e che sembrano richiamare, anche in questo caso, forme note, pur non essendo immediatamente individuabili: gli apparati decorativi e gli arabeschi dell’Alhambra a Granada. Un’arte legata all’architettura, quella del maestro Marco Cecioni, che ha trovato un felice connubio e un’originale collocazione con le linee minimaliste scandinave.
Marco Cecioni, L’energia della ceramica (mostra conclusa) Roma, Museo Pietro Canonica, Villa Borghese |
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