Musei Vaticani: meraviglie nascoste

di Pietro Ruggieri |
Il 18 dicembre 2009, grazie alla visita guidata organizzata dall’associazione romana Terracromata, i partecipanti hanno avuto la possibilità e la fortuna di accedere a tre aree dei Musei Vaticani in genere interdette al grande pubblico. La prima area, il Museo (o Padiglione) delle Carrozze, voluto da Paolo VI nel 1973, conserva le carrozze papali ottocentesche perfettamente conservate e funzionanti, oltre ad alcune automobili utilizzate dai Papi negli anni Trenta e da Giovanni Paolo II nel corso dei suoi numerosi viaggi. Al centro della sala è collocato il pezzo più importante e grandioso della mostra, la Berlina di Gran Gala costruita per Papa Leone XII (1760-1829) e utilizzata anche dai successivi pontefici fino a Pio XI (1857-1939). Di dimensioni tali da dover essere trainata da ben sei cavalli, fastosamente decorata con intarsi in legno e oro, la Berlina era utilizzata solo quattro volte all’anno in particolari occasioni di visita del pontefice all’esterno della Città del Vaticano. La osservo con curioso interesse, rammentando la potenza che il Papato aveva a quei tempi a Roma e in Italia.
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| La seconda meraviglia è la struttura che racchiude la scala di Donato Bramante (1444-1514), un vero e proprio gioiello dell’architettura rinascimentale. Mi affaccio dalla sommità della scala e guardo giù: la particolare forma a spirale mi consente di vedere, con un senso di vertigine, ogni punto della struttura. L’ultima tappa della visita a questi angoli nascosti del Vaticano è la scalinata che conduce al terrazzo del Palazzo del Belvedere, edificio progettato da Bramante e che presenta, sulla facciata, il noto Nicchione. La scala, alquanto lunga, mi costringe, come si è soliti fare quando si concentrano le forze in salita, a tenere la testa bassa, gli occhi rivolti ai gradini per non inciampare, la mente presa da vaghi pensieri. Superato l’ultimo gradino varco la soglia che conduce al terrazzo, alzo distrattamente lo sguardo ed ecco che mi si para davanti una visione di maestosa bellezza e un lungo brivido mi attraversa la schiena. |
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Il panorama che si apre dal belvedere è stupefacente: un’unica vista abbraccia i giardini del Vaticano, il Cupolone e uno scorcio del colonnato della basilica di San Pietro e consente di spaziare su tutto il centro di Roma, da Villa Borghese fino al Gianicolo. Credo che da nessun’altra parte di Roma si riesca a contemplare una vista simile, nemmeno dagli affacci del Gianicolo. Il sole è da poco riemerso attraverso le nubi e con i suoi raggi invernali illumina di arancio la città eterna. Prima di essere scosso dal richiamo della guida, che invita tutti ad abbandonare il terrazzo, indugio ancora un attimo a guardare il paesaggio e cerco di imprimerlo per sempre nel mio ricordo, sperando che non vada più via.
Museo delle Carrozze, Scala del Bramante, Salita al Nicchione. Roma, Musei Vaticani. |
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