La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
 Galaad Edizioni (del 12/02/2008 @ 22:26:55, in Libri, linkato 917 volte)


di Paolo Ruggieri

Perché ad alcune persone viene offerta la possibilità di viaggiare nel tempo? E come vive un uomo al quale la Natura concede una facoltà del genere? A queste domande tenta di dare risposta Audrey Niffenegger ne “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, e lo fa percorrendo la via del sentimento. All’autrice non interessa descrivere un viaggiatore temporale che ha il compito di usare i suoi poteri straordinari per compiere imprese mirabolanti e magari “salvare il mondo”, tanto che Henry, il protagonista del romanzo, non alza un dito per scongiurare l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Per Henry la “cronodisfunzione” da cui è affetto è solo una malattia, un impaccio che gli impedisce di vivere appieno il suo amore per Clare, non una condizione privilegiata o una benedizione celeste. Nel corso delle sue scorribande temporali Henry incontra se stesso fanciullo e gli insegna a cavarsela nelle situazioni più assurde; conosce Clare, la sua futura moglie, quando è ancora una bambina e se ne prende cura finché lei non raggiunge l’età in cui sboccerà il loro amore; torna al passato per rivedere la madre, morta quando lui era piccolo, in modo da tenerne vivo il ricordo; ma non può far nulla per salvarla. In altre parole, Henry può viaggiare nel tempo ma non può mutare il corso degli eventi: tutto è già scritto. E non potrà neppure salvare se stesso. A cosa serve allora viaggiare nel tempo? La Niffenegger non ci offre una risposta esauriente, ma si limita a raccontarci la vita di un uomo che si ritrova suo malgrado nella più assurda e paradossale delle situazioni. Solo l’amore ha la capacità di abbattere le barriere dello spazio e del tempo, solo un sentimento autentico, puro e assoluto può spingere Clare ad accettare fin da bambina un uomo tanto problematico, superando qualsiasi ostacolo. Henry è una persona nuova nel panorama delle tipologie umane e sua figlia erediterà le sue peculiari facoltà. E allora il problema da risolvere sarà un altro: come ci si deve porre di fronte a una “persona nuova”? Bisogna accettarla, seguendo l’esempio di Claire, risponde la scrittrice, perché se la Natura crea un essere nuovo lo fa per uno scopo ben preciso, forse oscuro per la limitata comprensione degli uomini, ma senza dubbio benefico.

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
Audrey Niffenegger
2006, 503 p.
Traduzione K. Bagnoli
Mondadori (Oscar bestsellers)