La psiche umana è alla base di ogni rapporto tra gli esseri viventi perché l’individuo è anche e soprattutto il risultato di ciò che vive, subisce, ricorda e rimuove. Il passato influenza l’avvenire ed è impresa ardua non lasciarsi condizionare dal proprio vissuto. Non esistono uomini senza passato, ma è facile incontrare uomini che un’esperienza negativa ha privato di un futuro, di una speranza, di una possibilità di rinascita. Le esperienze vissute disegnano i contorni del carattere e possono enfatizzarne i punti deboli; ognuno di noi cerca di nascondere con cura i piccoli o grandi traumi subiti, ma quando ciò avviene quei traumi hanno già modificato il volto della propria vittima e si specchiano su un’anima ferita, spossata, debilitata. Qualcuno prova a reagire, qualcun altro dimentica, altri ancora fingono di essersi lustrati l’anima da qualsiasi dolore e infine c’è chi mostra l’aspetto più labile e oscuro della propria natura: la follia. “Trauma” non è un libro di folli né tantomeno per folli. Più semplicemente, esso racconta come la pazzia possa annidarsi nelle profondità dell’animo e come sia facile farla emergere, ‘basta’ subire un trauma. La storia intreccia alcuni personaggi segnati da uno shock, al quale ognuno reagisce in modo diverso. Charles Weir, ad esempio, diventa uno psichiatra che odia il termine “strizzacervelli”, e questo particolare, che sembra inizialmente non avere alcuna importanza, si rivela decisivo quando alla fine del romanzo viene a galla la verità. E' un thriller psicologico avvincente e scorrevole, nel quale il carattere dei singoli personaggi emerge pagina dopo pagina, come se fosse il lettore a scoprirlo e non lo scrittore a tratteggiarlo con sapienza. Tema dominante del romanzo è il senso di abbandono che incombe sull’esistenza dei folli; la sensazione di vivere soli e isolati, privati di ogni affetto. La continua ricerca di cure si scontra con la paura di un’ulteriore delusione. Così, più si ha bisogno di attenzione più si vive nell’oscurità e nella negazione del proprio male. “Trauma” invita il lettore a porsi una domanda fondamentale: perché noi oggi siamo quello che siamo? E gli suggerisce una risposta, che è a sua volta un importante spunto di riflessione: per capire se stessi e non precipitare nel baratro della follia o della negazione di sé bisogna ripercorrere ogni fase della vita trascorsa e soffermarsi a guardare nella propria anima, in quei luoghi oscuri dove nascondiamo segreti sepolti ma mai risolti.
Trauma Patrick McGrath Traduzione di A. Cristofori Pagg. 252 Ed. Bompiani
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