"I pretended to be somebody I wanted to be until finally
I became that person. Or he became me." (Cary Grant)
26feb
| Parlami dell'Universo, di un codice stellare che morire non può. Di anime in continuo mutamento e abbracci nucleari estesi nell'immensità, dove tu mi stai aspettando adesso. Dentro a una vertigine che danza, e ci porta al di là del tempo, sino a ritornare sulle labbra, l'incanto è lo stesso, perché niente è cambiato anche se tutto è diverso. Cantami dell'Universo di un codice stellare che mentire non può. Cadono nel vuoto in un momento miliardi di segnali che accendono l'immensità, dove tu lo sai che poi mi perdo dentro a una vertigine che danza, e ci porta al di là del tempo, sino a ritornare sulle labbra, l'incanto è lo stesso, perché niente è cambiato anche se tutto è diverso. Perché niente è cambiato anche se tutto sembra diverso. Miliardi di segnali che accendono l'immensità dentro a una vertigine che danza e ci porta al di là del tempo sino a ritornare sulle labbra l'incanto è lo stesso e tu sei dentro a una vertigine che danza e ci porta al di là del tempo. Dentro a una vertigine che danza, ci porta al di là del tempo. |
25feb
![]() di Paolo Ruggieri |
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Tratto dal romanzo omonimo diCormac McCarthy e candidato a otto premi Oscar, “Non è un paese per vecchi” è solo in apparenza la storia di un pugno di uomini disposti a fare qualunque cosa per recuperare una valigetta con dentro due milioni di dollari. Infatti alla fine della pellicola il danaro sembra svanire nel nulla, perdendo definitivamente la sua fittizia centralità, e ci rendiamo conto che il film non è altro che la profonda analisi psicologica di tre uomini in apparenza diversi l’uno dall’altro ma accomunati dalle stesse deviazioni mentali. E i fratelli Coen si dimostrano abilissimi nel mostrarci poco per volta i tormenti dei protagonisti: un assassino psicopatico, un ex saldatore e uno sceriffo. I tre ruotano attorno alla fatale valigetta come tre squali attorno a una preda evanescente, e quando sferrano l’attacco decisivo non trovano ciò che cercavano, ma cozzano l’uno contro l’altro scontrandosi con ciò che è reale. E la cosa reale può infliggere ferite letali a chi ha vissuto una vita che non ha scelto davvero, ma che gli è stata imposta da qualcosa di esterno alla propria volontà. L’ex saldatore (Josh Brolin), il primo a trovare i soldi e che fino all’ultimo è determinato a tenerli per sé battendosi con le unghie e con i denti, è un reduce del Vietnam e viene spontaneo pensare che se non fosse stato in guerra avrebbe avuto una vita diversa, nella quale avrebbe potuto far fruttare la prontezza e la sagacia di cui dà prova per quasi tutto il film. Come l’avrebbe avuta lo sceriffo (Tommy Lee Jones), costretto a indossare la divisa più per non turbare una lunga e solida tradizione di famiglia che per intima convinzione - e in realtà, dietro la scorza del duro, s’intravvede un animo poetico e raffinato, più portato alla speculazione che all’azione. E sarebbe di certo stata diversa la vita dell’assassino psicopatico interpretato dall’immenso Javier Bardem, un essere cupo e privo di umanità, una macchina di morte, ma anche lui deviato dal Male o da qualche personalità malvagia. Emblematica a tal proposito la scena finale: per un unico istante il killer, in fuga a bordo dell’ennesima auto rubata dopo l’ennesimo omicidio, indugia con lo sguardo su due ragazzi spensierati che vanno in bicicletta, passa con il rosso e rimane coinvolto in un banalissimo incidente stradale. E forse è proprio così, a causa di un evento in apparenza casuale e imprevedibile come il testa o croce di una moneta, che la sua vita si è fermata in gioventù, deviando dal suo percorso quando il folle assassino era una persona reale, quando era ancora se stesso. |
![]() di Giuliana Friscia |
La psiche umana è alla base di ogni rapporto tra gli esseri viventi perché l’individuo è anche e soprattutto il risultato di ciò che vive, subisce, ricorda e rimuove. Il passato influenza l’avvenire ed è impresa ardua non lasciarsi condizionare dal proprio vissuto. Non esistono uomini senza passato, ma è facile incontrare uomini che un’esperienza negativa ha privato di un futuro, di una speranza, di una possibilità di rinascita. Trauma |
14feb
If you were a sailboat (Katie Melua) If you're a cowboy I would trail you If you're a piece of wood I'd nail you to the floor If you're a sailboat I would sail you to the shore If you're a river I would swim you If you're a house I would live in you all my days If you're a preacher I'd begin to change my ways Sometimes I believe in fate But the chances we create Always seem to ring more true You took a chance on loving me I took a chance on loving you If I was in jail I know you'd spring me If I was a telephone you'd ring me all day long If was in pain I know you'd sing me soothing songs Sometimes I believe in fate But the chances we create Always seem to ring more true You took a chance on loving me I took a chance on loving you If I was hungry you would feed me If I was in darkness you would lead me to the light If I was a book I know you'd read me every night If you're a cowboy I would trail you If you're a piece of wood I'd nail you to the floor If you're a sailboat I would sail you to the shore If you're a sailboat I would sail you to the shore |
12feb
![]() di Paolo Ruggieri |
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Perché ad alcune persone viene offerta la possibilità di viaggiare nel tempo? E come vive un uomo al quale la Natura concede una facoltà del genere? A queste domande tenta di dare risposta Audrey Niffenegger ne “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, e lo fa percorrendo la via del sentimento. All’autrice non interessa descrivere un viaggiatore temporale che ha il compito di usare i suoi poteri straordinari per compiere imprese mirabolanti e magari “salvare il mondo”, tanto che Henry, il protagonista del romanzo, non alza un dito per scongiurare l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Per Henry la “cronodisfunzione” da cui è affetto è solo una malattia, un impaccio che gli impedisce di vivere appieno il suo amore per Clare, non una condizione privilegiata o una benedizione celeste. Nel corso delle sue scorribande temporali Henry incontra se stesso fanciullo e gli insegna a cavarsela nelle situazioni più assurde; conosce Clare, la sua futura moglie, quando è ancora una bambina e se ne prende cura finché lei non raggiunge l’età in cui sboccerà il loro amore; torna al passato per rivedere la madre, morta quando lui era piccolo, in modo da tenerne vivo il ricordo; ma non può far nulla per salvarla. In altre parole, Henry può viaggiare nel tempo ma non può mutare il corso degli eventi: tutto è già scritto. E non potrà neppure salvare se stesso. A cosa serve allora viaggiare nel tempo? La Niffenegger non ci offre una risposta esauriente, ma si limita a raccontarci la vita di un uomo che si ritrova suo malgrado nella più assurda e paradossale delle situazioni. Solo l’amore ha la capacità di abbattere le barriere dello spazio e del tempo, solo un sentimento autentico, puro e assoluto può spingere Clare ad accettare fin da bambina un uomo tanto problematico, superando qualsiasi ostacolo. Henry è una persona nuova nel panorama delle tipologie umane e sua figlia erediterà le sue peculiari facoltà. E allora il problema da risolvere sarà un altro: come ci si deve porre di fronte a una “persona nuova”? Bisogna accettarla, seguendo l’esempio di Claire, risponde la scrittrice, perché se la Natura crea un essere nuovo lo fa per uno scopo ben preciso, forse oscuro per la limitata comprensione degli uomini, ma senza dubbio benefico. La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
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07feb
![]() di Daniela Di Pietrantonio |
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Un processo a Dio è paradossale, ma diventa naturale per chi non riesce a trovare più un senso all’esistenza.
Regia di Stefano Fantoni, con Ottavia Piccolo, Vittorio Viviani, Silvano Piccardi, Olek Mincer, Francesco Zecca e Marco Cacciola. |
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I've made up my mind, If i tell the world, Should i give up, I'd build myself up, And fly around in circles, Should i give up, |
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Il suo nome completo è Adele Laurie Blue Adkins, ma nel mondo della musica vuole essere chiamata solo Adéle. Il suo album d’esordio, uscito il lunedì 28 gennaio, si intitola 19, e infatti la giovane cantautrice soul originaria di Tottenham ha solo diciannove anni e una voce incredibilmente calda e pastosa che ha mandato in visibilio la critica musicale inglese, fruttandole un premio prestigioso e audaci paragoni con la già rodata Amy Winehouse. Lei, pacata nonostante il successo precoce e improvviso che le è piovuto addosso e visibilmente più matura della sua età, non si scompone e si dichiara anzi una fan entusiasta della più famosa collega.
Denise Bianchi |

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