Galaad Edizioni (clicca qui per tornare al sito)

"I pretended to be somebody I wanted to be until finally
I became that person. Or he became me." (Cary Grant)

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
 Galaad Edizioni (del 30/06/2008 @ 19:18:49, in Orme sulla luna, linkato 257 volte)

“Quello che le dico non è vacuo né insincero. Tutto al contrario, ciò che voglio è soltanto pregarla di dedicare la più grande attenzione alle sue rare doti, di preservarle con cura da ogni deformazione e storpiamento, da una sconsiderata, precoce dissipazione e negligenza. Per il momento posso solo dirle in tutta sincerità che lei canta eccezionalmente bene; ed è una cosa molto seria e che significa molto. Significa innanzitutto che bisogna raccomandarle di continuare a cantare diligentemente ogni giorno.
Si eserciti e canti con misura e giudizio. Lei stessa sicuramente non conosce la grandezza e l’estensione del tesoro che le è dato.”

(Robert Walser, La passeggiata, traduzione di Emilio Castellani, Adelphi, 2004)




(Georges Seurat, Il faro di Honfleur, 1886)

Cerchi di coloro confusi si misero a ruotare intorno a lui, ricordandogli per un istante un disegno, in un libro spaventoso della sua infanzia, dove ortaggi trionfali giravano sempre più veloci intorno a un ragazzino in camicia da notte che tentava disperatamente di svegliarsi dalla iridescente vertigine della vita dei sogni. L’ultima visione di quella vita fu l’incandescenza di un libro, o di una scatola, diventato completamente vuoto e trasparente. E questa, io credo, è la cosa: non l’angoscia grossolana della morte fisica, ma gli incomparabili tormenti della misteriosa manovra mentale necessaria per passare da uno stato di esistenza a un altro.
Bisogna andarci, vede figliolo, piano.

(Vladimir Nabokov, Cose trasparenti, traduzione di Dmitri Nabokov, Adelphi, 1995)


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 Galaad Edizioni (del 29/06/2008 @ 18:30:12, in Poesia, linkato 241 volte)

“Ho i nervi scossi stanotte. Sì, scossi. Sta’ con me.
Parlami. Perché non parli mai? Parla.
A cosa stai pensando? Pensando cosa? Cosa?
Io non so mai che cosa pensi. Pensa.”

Io penso che stiamo nel vicolo dei topi
Dove i morti hanno perso le loro ossa.

“Cos’è questo rumore?”
Il vento sotto la porta.
“Cos’è questo rumore ora? Che fa il vento?”
Niente ancora niente.
“Non sai nulla? Non vedi nulla? Non ricordi nulla?”

Io ricordo
Quelle sono perle che erano i suoi occhi.
“Sei vivo o no? Non c’è nulla nella tua testa?”

(T.S. Eliot, La terra desolata, a cura di Alessandro Serpieri, Rizzoli, 1982)


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 Galaad Edizioni (del 27/06/2008 @ 17:52:19, in Nuvole, linkato 235 volte)

La santità del libro, in generale, consiste nel fatto che il libro, allo stesso tempo, si pone e si impone ogni volta come un’entità data, compiuta, integrale e non modificabile, pur aprendosi liberamente alla lettura che non la finirà mai di aprirlo più ampiamente o più profondamente, di dargli mille sensi, mille segreti, di riscriverlo alla fine in mille modi.

(Jean-Luc Nancy, Del libro e della libreria, Raffaello Cortina Editore, 2006)


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 Galaad Edizioni (del 26/06/2008 @ 19:12:27, in Libri, linkato 329 volte)


di Giulia Merisi

“Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla.”
Una donna scopre nel suo ventre un ospite lieve ed inatteso. E’ l’inizio del tormento. Lei è una donna libera, che lavora, che ha deciso di vivere da sola e che non può permettere a quell’insolente pugnetto di cellule di sconvolgerle la vita (ormai segnata, comunque vada). Ha troppe cose da fare, tanti interessi da coltivare, ma… ma stavolta dovranno attendere: c’è un bambino che sta invadendo il suo corpo e la sua mente e di cui si è già innamorata. A lui chiede di spiegarle il significato della parola “amore”, a lui offre la protezione tenerissima che solo le persone forti sanno dare. Così lo guida in una sorta di viaggio di preparazione alla vita che sarà fatica e sofferenza, soprattutto se nascerà donna. In un mondo che quando riconosce alle donne il diritto ad esistere è per essere usate, in nome di un servaggio di cui, è stato loro spiegato, esser felici, perché hanno da sentirsi onorate a servire da nascita a morte i propri signori e padroni: gli uomini.
Ma la fine era annunciata e il viaggio si interrompe per l’ultimo rigurgito di libertà che lei si è voluta concedere. Il bambino è morto e la madre con lui.
Un libro duro, di una durezza adamantina. In perfetto stile “Fallaci”.
“La maternità non è un dovere morale. Non è nemmeno un fatto biologico. E’ una scelta consapevole.” E’ questo il messaggio dell’Oriana fieramente donna che invece di fattrici placide e supine, vorrebbe donne capaci di vivere, pensare, gioire oltre quel ventre gonfio di cui vanno giustamente orgogliose. E se l’Oriana di lassù potesse vedere oggi, la ragazzina rannicchiata su un gradino, leggere assorta il suo libro, statene certi, sorriderebbe compiaciuta: la piccola sta imparando cos’è la libertà.

Lettera a un bambino mai nato
Oriana Fallaci
pagg 102
Rizzoli 1994

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 Galaad Edizioni (del 25/06/2008 @ 18:50:29, in Video, linkato 223 volte)
 
We are shaking the tree...

Waiting your time, dreaming of a better life
Waiting your time, so much more than just a wife
You don't have to do what your mother has done, she has done
This is your life, this new life has begun
It's your day - a woman's day
It's your day - a woman's day

Turning the tide, you are on the incoming wave
Turning the tide, you know you are nobody's slave
Find your brothers and sisters
Who can hear all the truth in what you say
They can support you when you're on your way
It's your day - a woman's day
It's your day - a woman's day

We are shaking the tree...

There's nothing to gain when there's nothing to be lost
There's nothing to gain if you stay behind and count the cost
Make a decision that you can be who you can be, you can be
Tasting the fruit, come to the liberly tree
It's your day - a woman's day
It's your day - a woman's day

Changing your ways, changing those surrounding you
Changing your ways, more than any man can do
Open your heart, show him the anger and pain, so you heal
Maybe he's looking for his womanly side, make him feel

You had to be so strong
And you do nothing wrong, nothing wrong at all
We're gonna to break it down
We have to shake it down, shake it all around

We are shaking the tree...
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 Galaad Edizioni (del 24/06/2008 @ 23:21:21, in Orme sulla luna, linkato 305 volte)

Il 4 settembre 1888 il Casco lascia Hiva Oa. La baia di Atuona si allontana con le colline incappucciate di nubi. Stevenson procede il suo viaggio tra le isole del Pacifico.
Giunto a Tahiti proverà un’altra grande emozione. A Point Venus, vicino alla baia di Matavai, si ferma in commossa ammirazione, assieme alla madre, davanti a un faro. Quella torre lui l’aveva vista a sedici anni, ma solo sulle carte, mentre la stavano disegnando. Il faro di Point Venus l’aveva progettato suo padre, architetto, nell’estate del 1866. In quel tempo lui, ragazzetto, girava per lo studio del padre e osservava svilupparsi i disegni del faro destinato a un’altra parte del mondo. Un mondo così lontano che forse c’era da dubitare che esistesse realmente. E se davvero quel mondo esisteva, chissà se lui avrebbe mai avuto modo di vederlo. Per anni Stevenson aveva sognato quelle terre e ne aveva scritto senza vederle. Ora, eccoli lì, lui e sua madre davanti all’opera del padre.
Su una lapide alla base del faro oggi sta scritto: “Che forte emozione abbiamo provato, mia madre, che stava al mio fianco, ed io, nel guardare questa costruzione disegnata da mio padre quando avevo sedici anni e lavoravo nel suo ufficio durante l’estate del 1866”.

(Ambrogio Borsani, Addio Eden, Neri Pozza, 2002)



(Van Gogh, First Steps, 1890)

Così scoprii che Mary Wilson, quando era in trance, possedeva poteri straordinari; non che questi poteri fossero di carattere peculiare, ma straordinaria era la loro sicurezza, la loro precisione, la loro portata. Anche un principiante nel campo della scienza psichica, oggi, sarebbe in grado di tenere un discorso sui poteri di informazione della mente nello stato di trance; (…) ma il dono di Miss Wilson era speciale appunto per questa sua capacità di viaggiare in ogni direzione, e in tutte con facilità - tranne una – sia a oriente che a occidente, in alto, in basso, nel passato, nel presente, nel futuro. (…) “Il velo si era strappato”, anche per me, e così mi fu permesso di seguire, fino a un certo punto, i voli del suo spirito errante e assorto.

Matthew Phipps Shiel, La nube purpurea, traduzione di J. Rodolfo Wilcock, Adelphi 1991



Così Stahr e io danzammo alla musica meravigliosa di Glenn Miller che sonava “Sono sull’altalena”. Si danzava bene, ora, con abbondanza di spazio. Ma ci sentivamo soli…

(Francis Scott Fitzgerald, Gli ultimi fuochi, traduzione di Fernanda Pivano, Mondadori, 1974)


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 Galaad Edizioni (del 23/06/2008 @ 23:30:04, in Video, linkato 388 volte)
 
I've found a way to make you
Ive found a way
A way to make you smile

I read bad poetry
Into your machine.
 
I save your messages
Just to hear your voice.
You always listen carefully
To awkward rhymes.
You always say your name,
Like I wouldn't know it's you,
At your most beautiful.

I've found a way to make you
I've found a way
A way to make you smile

At my most beautiful
I count your eyelashes, secretly.
With every one, whisper I love you.
I let you sleep.
I know you're closed eye watching me,
Listening.
I thought I saw a smile..

I've found a way to make you
I've found a way
A way to make you smile
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 Galaad Edizioni (del 22/06/2008 @ 17:45:00, in Nuvole, linkato 312 volte)

Ho stappato lo champagne e l’ho versato nei calici. Ho passato personalmente a ognuno di loro un calice, sorridendo. Poi ho preso il mio.
"Prima di bere, vorrei dire due parole a tutti voi."
Audrey mi ha stretto la mano. È sceso il silenzio.
Mi sono schiarita la voce.
"Volevo ringraziarvi tutti. Mi avete dato molto. Mi avete accolto nel vostro gruppo, mi avete fatto sentire accettata. E per questo vi ringrazio. Siete i miei amici, e in ognuno di voi c’è qualcosa di me. Forse è questo il motivo per cui vi piace tanto stare con me e confidarvi. Conservo gelosamente la memoria di ogni singolo istante che abbiamo passato insieme. Mi accompagnerà ovunque..."

(Gregory Milton, L'ultima notte, Galaad Edizioni, 2007)

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"Nessuno può mai essere veramente ferito se non da ciò che altera la sua natura."
(Storia di una fattoria africana, Olive Schreiner)

"Nessuno sa quante ribellioni fermentano nelle masse di esseri viventi che popolano la terra."
(Jane Eyre, Charlotte Bronte) 

PREFERRED GUYS:
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