Galaad Edizioni (clicca qui per tornare al sito)

"I pretended to be somebody I wanted to be until finally
I became that person. Or he became me." (Cary Grant)

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
 Galaad Edizioni (del 01/11/2008 @ 11:58:31, in Video, linkato 482 volte)
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 Galaad Edizioni (del 31/10/2008 @ 16:59:58, in Film, linkato 627 volte)


di Giulia Merisi

All’amore, o meglio alla fine di un amore, è dedicata quest’opera di Maria Sole Tognazzi presentata con grande pompa al terzo Festival Internazionale del Film di Roma.
Siamo a Torino. Il protagonista è Roberto, trentenne che di professione fa il farmacista. All’inizio lo troviamo dolcemente perso in quel mare di emozioni che è l’innamoramento, quando si guarda alla persona amata come fosse il sole, la luna e l’ universo intero e averla accanto significa godere di una felicità piena. Tutto sembra procedere per il meglio, anche perché dopo qualche mese di frequentazione Roberto ha chiesto a Sara di andare a vivere insieme e lei ha accettato. Ma all’improvviso le cose cambiano e lui viene abbandonato. Il motivo è di una semplicità disarmante: Sara non lo ama più. Alla felicità allora si sostituisce la disperazione, giacché il pensiero di una vita senza di lei gli è insopportabile. Poi, un brusco passo indietro, a quando qualche mese prima era stato lui a lasciare Alba (la donna con cui viveva da tre anni) con la stessa motivazione, perché aveva smesso di amarla.
Orbene: il tema scelto è sconfinato, sfuggente, insidioso. Per chiunque. A maggior ragione per chi è sprovvisto della necessaria leggerezza di scrittura, come lo sono evidentemente Tognazzi e Cotroneo, coautori di soggetto e sceneggiatura. Con la conseguenza che i dialoghi sembrano spesso fredde didascalie a margine di un film che non coinvolge. Neppure le musiche di Carmen Consoli (di solito dotate di ben altra forza) riescono a dargli un po’ di vivezza, nonostante qualche vigorosa sottolineatura qua e là. Passando agli interpreti, Favino ormai non ha nulla da dimostrare, è un attore maturo e completo; la Rappoport conferma, qualora ce ne fosse bisogno, le sue notevoli doti attoriali, e per quanto riguarda la Bellucci, che sia una donna splendida è sotto gli occhi di tutti, che sia un’attrice dai limitati mezzi espressivi è altrettanto chiaro a chi sa un po’ di cinema.

In conclusione, un film sostanzialmente deludente se si eccettua la fotografia di Arnaldo Catinari. Splendida nei suoi toni d’un grigio cristallino.

L’UOMO CHE AMA, di Maria Sole Tognazzi, con Pierfrancesco Favino, Ksenia Rappoport, Monica Bellucci, Italia 2008.

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 Galaad Edizioni (del 30/10/2008 @ 12:21:36, in News, linkato 518 volte)
E' uscito il nuovo libro della Galaad Edizioni:


Che cosa si prova ad avere due anime in un corpo solo? Leila - metà ragazza, metà sirena - non è ancora riuscita a capirlo. Tutto quello che sa è che vuole esplorare il mondo degli esseri umani, un mondo al quale sente di appartenere, ma che per tutta la vita le è stato negato. Un mondo dove spera di trovare una risposta a tutte le sue domande. Grazie all’aiuto della potente e terribile Strega del Mare riuscirà a coronare il suo sogno, a vedere la terraferma e a conoscere gli uomini. Eppure le aspettative di Leila andranno deluse, perché non troverà le risposte che cercava, ma solo altre domande. Chi è la vera Leila? Quali sono i suoi desideri, i suoi sogni, le sue fragilità? E che cosa è disposta a sacrificare per conquistare il cuore del ragazzo che ama? Dopo aver affrontato prove, ostacoli e peripezie di ogni genere, che le impongono scelte sempre più difficili, Leila scoprirà che per giungere alla soluzione e trovare il suo posto nel mondo dovrà misurarsi con il nemico più temibile di tutti: se stessa.

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 Galaad Edizioni (del 28/10/2008 @ 22:31:52, in Nuvole, linkato 449 volte)

Lontano, laggiù nella valle,
dormono tutti nelle case e nelle stalle.
In alto sui monti, tra abeti e pini,
volpi, scoiattoli, cerbiatti e leprottini
silenziosi saltellano nella neve,
della luna e delle stelle al chiaror lieve.
E, osservando le orme del bambino
che arrivano fino al casolare alpino,
tendono le orecchie preoccupati:
"Fin quassù che sarà venuto a fare?
Cosa mai dovrà cercare?"

(Selina Chonz, Una campana per Ursli, Il gioco di leggere edizioni, 2008)

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 Galaad Edizioni (del 27/10/2008 @ 20:51:44, in Video, linkato 442 volte)
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 Galaad Edizioni (del 26/10/2008 @ 12:03:21, in Poesia, linkato 393 volte)

Gioca come una bimba
E penitenza è il gioco,
Fantastica e selvaggia,
Ché la fine del giorno
Le mostra che qualcuno
Presto uscirà dalla casa
E le dirà, anche se il gioco
Solo a mezzo è compiuto:
"Entra e abbandona il gioco".

(W. B. Yeats, da Su una signora morente, traduzione di Giuseppe Sardelli)

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 Galaad Edizioni (del 23/10/2008 @ 19:07:13, in Nuvole, linkato 530 volte)

(Il giardino delle delizie, Jerome Bosch)

Nella storia dell’arte, è nota la tecnica della “grisaille”, o grisaglia, che consiste in una monocromia di grigi sviluppati in composizioni pittoriche in trompe-l’oeil che imitano principalmente la scultura in marmo. […] La grisaille si rapporta al grigio. E il grigio denota nella nostra cultura il tempo che passa, la polvere che si deposita sulle cose, la barba e i capelli che cambiano colore con l’età, il colore del limone che marcisce nella compostiera, la rappresentazione dei cadaveri nella pittura. Il grigio decolora i colori, come se questi, come i fiori, appassissero. Il grigio sarebbe il residuo dei colori, quando questi si riducono in particelle. […] Lo stesso dio del Tempo è spesso rappresentato in grisaille. Il grigio esprime l’instabilità, il cambiamento permanente, il passare del tempo su ogni specie vivente.

Il grigio è anche in stretto rapporto con l’ombra. Comunemente, nella nostra cultura, le ombre sono forme grigie. Così come indeterminati sono i colori dei fantasmi e degli spettri. L’ombra mantiene un legame diretto con la morte, la finitudine. Ma, in modo più strano e sorprendente, l’ombra si situa anche all’origine.

(L'ombra: la fine e l'origine di Veronique Mauron, da Libretto n.11 2007, Pagine d'Arte)

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 Galaad Edizioni (del 22/10/2008 @ 15:44:28, in Nuvole, linkato 428 volte)

"La musica è un diritto, ma soltanto per colui che la merita!"

"Essere un pianista e un musicista non è una professione. È una filosofia, una concezione di vita che non può basarsi né sulle buone intenzioni, né sul talento naturale. Bisogna avere prima di tutto uno spirito di sacrificio inimmaginabile."

Arturo Benedetti Michelangeli

(…) perché Benedetti Michelangeli è stato anche un artigiano del sublime, uno scultore che dedicava giorni della sua vita per ricavare dal nulla la forma di un suono. Puntualizzava, levigava, si tormentava per dettagli di cui nessuno si era sino a quel momento accorto. Costruiva per le anime qualcosa che sottraeva al silenzio delle altre letture. E a questo scopo rifiutò tutte le concezioni banali del mondo, distaccandosi dalle risate inutili e vuote di ogni mondanità, eliminando il superfluo, vivendo come un mistico che si reca al pianoforte per le sue visioni e designa la tastiera quale altare delle sue offerte.
Sono parole eccessive quelle che abbiamo usato? No, assolutamente no. Michelangeli fu una di quelle rare anime per cui valgono ancora le teorie di quegli antichi filosofi contro il tempo. Si accorsero che eliminando il flusso che tutto inghiotte ogni cosa esplode di eternità. Ma allora alcune vite si possono vivere eternamente, così come eternamente esse cercheranno di rendere assoluto ogni dettaglio. Solo in tal modo le forme potranno diventare universi e gli universi, per un sortilegio che nacque prima di ogni creazione, un semplice suono.

(Armando Torno, In memoriam nel IV anniversario della morte, 12 giugno 1999, Pura, Svizzera)

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