"I pretended to be somebody I wanted to be until finally
I became that person. Or he became me." (Cary Grant)
![]() di Giulia Merisi |
Con questo film prodotto scritto e diretto da Joel ed Ethan Coen, si è aperta l’ultima edizione del Festival di Venezia. Degna conclusione, ha ironizzato Clooney in conferenza stampa, della “trilogia dell’idiota”; alludendo ai due film girati in precedenza con i fratelli Coen: nel primo era un novello Ulisse maniaco dei propri capelli, nel secondo un avvocato divorzista ossessionato dalla cura dei denti. BURN AFTER READING – A PROVA DI SPIA di Joel ed Ethan Coen, con George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, Brad Pitt, USA 2008
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21set
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A un tratto, per un'improvvisa inclinazione del vento, alcuni ramoscelli bagnati colpirono i vetri della finestra, e il rumore sembrò come prodotto da qualcuno in pericolo che stesse cercando di entrare. Insieme alla gatta sobbalzai per lo spavento, ma la signora Todd continuò il suo lavoro a maglia senza neppure sollevare lo sguardo.
(Sarah Orne Jewett, La straniera, traduzione di Nadia Piloni, Tranchida, 1998) |
18set
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Ah, se avessi il coraggio
di togliere la maschera al tempo congelato e respirare di nuovo nel possibile dell'infinito aperto in ogni istante. Precipitare nel silenzio del futuro. Abbiamo il tempo chiuso nella carne. (Roberto Michilli, da Quaderni di poesia contemporanea 2, Edizioni Orizzonti Meridionali, 2004) |
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Tuttavia nonostante gli innumerevoli tentativi, non riusciva a disegnare il volto del bambino. Gesù Bambino e gli amorini che Otoko aveva studiato nei quadri occidentali avevano tutti contorni nitidi o erano soltanto figure in miniatura del volto d’un adulto, a volte con espressioni artificiose di santità. Il bambino nell’immaginazione di Otoko invece non aveva contorni né chiari né vigorosi. Era il volto di uno spirito, di un fantasma che, circondato di un alone nella luce vaga della visione onirica, non era di questo mondo ma neppure dell’altro, e doveva recare serenità e quiete all’anima di tutti quelli che lo guardassero da vicino. Nello stesso tempo, la figura doveva esprimere un’infinita e abissale tristezza. Nonostante tutto ciò, Otoko voleva evitare completamente le eccentricità che non è raro trovare nelle pitture astratte. (Kawabata Yasunari, Bellezza e tristezza, traduzione di Atsuko Suga, Einaudi, 1993) |
16set
![]() di Daniela Di Pietrantonio |
Non si può vincere il Premio Strega al romanzo d’esordio e convincere tutti. Ma non si può nemmeno vincerlo senza un motivo. “La solitudine dei numeri primi” |
15set
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Il mio cuore è una buia foresta. |
![]() di Giulia Merisi |
Presentato in concorso alla 65a Mostra d’arte cinematografica di Venezia, l’ultimo film di Ferzan Ozpetek è nelle sale già da alcuni giorni. Una scelta controcorrente per il cinema italiano che preferisce attendere la fine della manifestazione lagunare prima di proporre una pellicola al grande pubblico. |

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