Galaad Edizioni (clicca qui per tornare al sito)

"I pretended to be somebody I wanted to be until finally
I became that person. Or he became me." (Cary Grant)

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
 Galaad Edizioni (del 19/05/2008 @ 21:08:42, in Video, linkato 325 volte)
 
My little girl
Drive anywhere
Do what you want
I don't care

Tonight
I'm in the hands of fate
I hand myself
Over on a plate

Now

Oh little girl
There are times when I feel
I rather not be
The one behind the wheel

Come
Pull my strings
Watch me move
I do anything

Please

Sweet little girl
I prefer
You behind the wheel
And me the passenger

Drive
I'm yours to keep
Do what you want
I'm going cheap

Tonight

You're behind the wheel, tonight
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 Galaad Edizioni (del 16/05/2008 @ 21:04:31, in Orme sulla luna, linkato 248 volte)

E’ possibile che questo non serva a nulla, perché un giorno potrebbe non essere rimasto nessuno a leggere le mie parole, oppure nessuno in grado di farlo. Correrò il rischio. Se fossi uno scommettitore, punterei sul fatto che altre specie sorgeranno dal caos e ci sostituiranno, diventando padroni della terra come un tempo lo siamo stati noi. Anzi, se fossi uno scommettitore, punterei tutto sui cani.

Domenica notte, il cielo era profondo come il viso di Dio e le stelle erano pure come lacrime. Siamo andati tutti e quattro alla spiaggia. Cristalline montagne d’acqua, alte più di quattro metri, si abbattevano incessantemente sulla costa, provenienti dalla lontana Tahiti. Una cosa epica. Eccitante da morire.

(Dean Koontz, L'uomo che amava le tenebre, traduzione di Annabella Caminiti, Sperling&Kupfer, 2001)


(Cassius Marcellus Coolidge)

Molte donne si lamentano che non ci sono più abbastanza maschi eterosessuali e single. A me piacerebbe semplicemente incontrarne uno che sia umano.

(Laurell K. Hamilton, Il circo dei dannati, traduzione di Alessandro Zabini, Editrice Nord, 2004)
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 Galaad Edizioni (del 15/05/2008 @ 22:14:28, in Video, linkato 239 volte)

In a church,by the face,
He talks about the people going under.

Only child know...

A man decides after seventy years,
That what he goes there for, is to unlock the door.
While those around him criticize and sleep...
And through a fractal on a breaking wall,
I see you my friend, and touch your face again.
Miracles will happen as we trip.

But we’re never gonna survive, unless...
We get a little crazy
No we’re never gonna survive, unless...
We are a little...

Crazy...crazy...crazy...

...crazy yellow people walking through my head.
One of them’s got a gun, to shoot the other one.
And yet together they were friends at school
Ohh, get it, get it, get it, get it no no!

If all were there when we first took the pill,
Then maybe, then maybe, then maybe, then maybe...
Miracles will happen as we speak.

But we’re never gonna survive unless...
We get a little crazy.
No we’re never gonna survive unless...
We are a little...
Crazy...
No no, never survive, unless we get a little... bit...

Oh darlin...
In a sky full of people, only some want to fly,
Isn’t that crazy?
In a world full of people, only some want to fly,
Isn’t that crazy?
Crazy...
In a heaven of people there’s only some want to fly,
Ain’t that crazy?
Oh babe... oh darlin...
In a world full of people there’s only some want to fly,
Isn’t that crazy?
Isn’t that crazy... isn’t that crazy... isn’t that crazy...

Ohh...
But we’re never gonna survive unless, we get a little crazy.. crazy..
No we’re never gonna to survive unless we are a little... crazy..
But we’re never gonna survive unless, we get a little crazy.. crazy..
No we’re never gonna to survive unless, we are a little.. crazy..
No no, never survive unless, we get a little bit...

And then you see things
The size
Of which you’ve never known before

They’ll break it

Someday...

Only child know...
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 Galaad Edizioni (del 14/05/2008 @ 18:40:20, in Poesia, linkato 253 volte)

(George Seurat, 1882)

I have desired to go
Where springs not fail
To fields where flies no sharp and sided hail
And a few lilies blow.
And I have asked to be
Where no storms come,
Where the green swell is in the havens dumb,
And out of the swing of the sea.


Ho desiderato andare
Dove le primavere non muoiono
Su campi dove la grandine pungente e avversa non cade
E i gigli fioriscono.
E ho chiesto di stare
Dove tempesta non giunge,
Dove i verdi flutti sono muti nei porti,
E lontano dal dondolio del mare.

(Heaven-Haven, Gerard Manley Hopkins)

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 Galaad Edizioni (del 13/05/2008 @ 17:34:27, in News, linkato 319 volte)

Intervista a Marco Di Martino e Livio Rapini

Quando si è fatta strada in voi l'idea di creare un'associazione culturale?
In realtà, c’è sempre stato dentro di noi il desiderio di promuovere un’iniziativa di questo tipo; ma il “delirio” è iniziato in un caldo pomeriggio dell’agosto 2007. Io e Marco eravamo proprio qui, in Piazza Dante, facevamo quattro chiacchiere fumando una sigaretta, quando ci è venuta la curiosità di dare una sbirciatina dietro le ante di una vecchia persiana. Abbiamo scoperto un vecchio locale abbandonato. Da lì ad avere l’illuminazione il passaggio è stato fulmineo... ma l’entusiasmo di quel primo istante ci accompagna tuttora.

La mostra inaugurale “Il Mito e I Miti” di Andy Warhol ha avuto un ottimo riscontro di pubblico e critica. Cosa ha significato per voi un esordio tanto positivo?
Considerando che la struttura fisica e organizzativa dell’associazione ha preso forma nel giro di tre mesi o poco più, la soddisfazione è stata immensa. A dire il vero, tante persone non avevano esitato a manifestarci le loro perplessità, ma noi avevamo fatto una scommessa con noi stessi e i risultati ci hanno dato ragione.
Inutile negare che il successo della mostra di Warhol è stato essenziale per creare un clima di fiducia nei nostri confronti. Ci siamo guadagnati la stima di quelli che ancora non ci conoscevano e per un motivo o per l’altro si stavano avvicinando alla nostra associazione e abbiamo consolidato i contatti già avviati.

La sede della vostra associazione è situata nella parte alta della città. Credete che il vostro impegno possa contribuire al rilancio del centro storico di Giulianova?
Siamo sicuri di essere i precursori di un cambiamento radicale. Molti giovani vorrebbero dare vita a iniziative simili alla nostra, ma si scontrano con l’ostilità e la chiusura dei proprietari dei fondaci del centro storico. Una mentalità conservatrice e una generica diffidenza verso “il nuovo” sono gli ostacoli principali alla trasformazione di questo territorio.

Potreste darci una piccola anticipazione sulle vostre iniziative future?

Dopo le mostre dedicate a Warhol e Kostabi stiamo organizzando un evento ancora più impegnativo e interessante. Per il momento posso dirvi soltanto che riguarda un altro grande maestro del ’900 e che si terrà dal 2 al 23 Agosto del 2008… ma non voglio anticiparvi di più, per non rovinare la sorpresa.

Nella sede dell'associazione si potrà anche leggere poesia e ascoltare musica... ma a voi quale musica piace? E quale libro avete sul comodino e che consigliereste ai lettori del Galaad Cafè?
Siamo tutti e due amanti del jazz e non a caso in questo periodo abbiamo lanciato con grande successo l’iniziativa “Aperitivo Concerto” ogni domenica pomeriggio nei locali di Piazza Dante. Sul versante della lettura, Marco è alle prese con la biografia di Leo Castelli, il più grande gallerista di tutti i tempi (“Leo Castelli. L’italiano che inventò l'arte in America” di Alan Jones, con un’introduzione di Gillo Dorfles, Castelvecchi Editore), una leggendaria figura di intellettuale e mercante d’arte che scoprì e valorizzò, negli Stati Uniti, artisti del calibro di Jackson Pollock, Robert Rauschenberg e Jasper Johns, i cui dipinti raggiungono cifre da capogiro. Io invece sono alle prese con “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Robert Pirsig, un libro che avevo già letto anni fa, ma che ho riscoperto di recente. Un capolavoro.

Avete un sogno?
Ne avevamo uno, si chiamava Piazza Dante.

www.piazzadante.blogspot.com - www.piazzadante.net



(Sandy Muller ospite dell'Associazione Piazza Dante)
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 Galaad Edizioni (del 12/05/2008 @ 19:15:53, in Video, linkato 201 volte)

The fish swam out of the ocean
and grew legs and they started walking
and the apes climbed down from the trees
and grew tall and they started talking

and the stars fell out of the sky
and my tears rolled into the ocean
now I’m looking for a reason why
you even set my world into motion

’cause if you’re not really here
then the stars don’t even matter
now I’m filled to the top with fear
that it’s all just a bunch of matter
’cause if you’re not really here
then I don’t want to be either
I wanna be next to you
black and gold
black and gold
black and gold

I looked up into the night sky
and see a thousand eyes staring back
and all around these golden beacons
I see nothing but black

I feel a way of something beyond them
I don’t see what i can feel
if vision is the only validation
then most of my life isn’t real

’cause if you’re not really here
then the stars don’t even matter
now I’m filled to the top with fear
that it’s all just a bunch of matter
’cause if you’re not really here
then I don’t want to be either
I wanna be next to you
black and gold
black and gold

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 Galaad Edizioni (del 11/05/2008 @ 15:41:10, in Film, linkato 230 volte)


di Paolo Ruggieri

“Bianca non ha mai amato piangersi addosso. Vuole solo sentirsi normale ed essere trattata normalmente.”

“Deve sentirsi molto sola.”

“A volte mi sento così sola da dimenticarmi che giorno è e come mi chiamo.”

Lars Lindstrom (interpretato da un geniale e ispirato Ryan Gosling) è un giovane timido e riservato che vive da solo nel garage accanto alla casa della sua infanzia, dove ora abitano il fratello Gus (Paul Schneider) e sua moglie Karin (Emily Mortimer). Schivo e introverso, Lars non vuole o forse non riesce a socializzare, e ciò lo rende bizzarro ed eccentrico agli occhi degli altri; ma è un bravo ragazzo, gentile con tutti e incapace di fare del male (la segretaria del suo ufficio lo chiama “raggio di sole”). “Lars e una ragazza tutta sua” è la storia di questo ventisettenne del Wisconsin, così sensibile da provare dolore fisico al semplice contatto con un altro essere umano, che a un certo punto della sua vita decide che per lui è giunto il momento di avere una ragazza. Solo che la ragazza in questione è una bambola di plastica a grandezza naturale di nome Bianca, ordinata via internet. All’inizio i suoi concittadini sono confusi e sconcertati (il fratello vorrebbe rinchiuderlo in manicomio), ma poi si rendono conto che Lars ha bisogno d’aiuto e cominciano a trattare Bianca come se fosse una ragazza in carne e ossa. E Lars riesce a dare una svolta alla propria vita. Ogni uomo possiede energie nascoste che da un giorno all’altro entrano in azione, spontaneamente o perché stimolate da qualche evento esterno (in questo caso, la moglie del fratello di Lars è incinta, e nel suo ufficio arriva una nuova impiegata, dolce e timida quanto lui), e queste energie sono l’estrema risorsa vitale cui attingere quando non c’è più speranza che qualcuno ti tenda una mano per capire il tuo mondo. Perché Lars vive in un mondo tutto suo, seguendo regole diverse da quelle della maggior parte delle persone. Ma chi può dire quale sia il modo “giusto” di vivere con se stessi e in mezzo agli altri? Ognuno di noi è un universo di abitudini, gusti e comportamenti che non può essere cancellato soltanto per evitare l’isolamento e l’emarginazione. Sulla terra esistono miliardi di piccoli mondi che possono interagire senza problemi, a patto che ognuno di noi accetti l’altro, sforzandosi di capire chi è senza ricorrere a facili etichette – una tentazione sempre in agguato. E’ un film che parla di cambiamenti: Lars è timido e vulnerabile, ma ha il coraggio di ordinare una bambola con la quale va in giro in pubblico e che, attirando la curiosità dei concittadini, gli permette di farsi conoscere per ciò che è e di inserirsi nella comunità. Il fratello prenderà coscienza dei propri errori, la dottoressa che ha in cura Lars (meravigliosa, come sempre, Patricia Clarkson) capirà che in qualsiasi momento della vita si può ricominciare, tutti i cittadini si specchieranno nel gioco di Lars e subiranno una metamorfosi. L’uomo che in apparenza aveva più bisogno degli altri diventa un eroe da cui prendere esempio. E quando l’inverno finisce e inizia il disgelo anche Lars completa la sua metamorfosi personale, e per la prima volta nella sua vita il suo essere si schiude come un fiore in primavera. Kafka ci ha raccontato i sentimenti di un uomo che un mattino si sveglia ed è un insetto. Forse perché la sua vera natura stava morendo, costretta nelle sembianze di un uomo che si adattava a essere come gli altri. E se il vero abitante della terra fosse Gregor Samsa?

“Dalla sua sedia a rotelle, Bianca ha raggiunto e toccato tutti noi, in modi che non avremmo mai immaginato. E’ stata una maestra, ed è stata un esempio di coraggio. Bianca amava tutti noi. Amava soprattutto Lars. Soprattutto lui.”

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 Galaad Edizioni (del 08/05/2008 @ 12:23:53, in Mostre, linkato 359 volte)


di Pietro Ruggieri

E’ in corso a Palazzo Venezia la prima mostra monografica dedicata a Sebastiano Luciani (1485-1547), detto “del Piombo” per aver ottenuto, nel 1531, l’ambita carica di piombatore, cioè di addetto a bollare i diplomi pontifici con il sigillo di piombo. Sebastiano del Piombo non è molto conosciuto dai non addetti ai lavori, offuscato dai grandissimi suoi contemporanei: Michelangelo, Raffaello, Giorgione, Tiziano. E’ forse per questo motivo che l’esposizione di Palazzo Venezia ci sorprende ancora di più, mostrandoci capolavori di mirabile fattura, che nulla hanno da invidiare alle opere dei maestri più conosciuti che operano in Italia tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento.
I ritratti e le scene di Sebastiano del Piombo sembrano ripercorrere lo stile pittorico dominante dell’epoca, ma in realtà presentano tratti originalissimi: le figure sono immortalate in un momento privato, in un gesto improvviso, nel movimento di una mano che indica una situazione o si appoggia con naturalezza su un oggetto o un vestito. I personaggi sono talvolta ritratti di lato o di tre quarti, mentre colloquiano tra loro, come se non si rendessero conto di essere oggetto di rappresentazione. La monumentalità delle figure rappresentate viene stemperata dal movimento plastico, dal gesto o dallo sguardo che richiede un’intesa e un coinvolgimento a chi osserva; mirabile esempio di questa impostazione pittorica è il
Ritratto d’uomo in arme (1512), utilizzato come simbolo della mostra.

Sebastiano del Piombo
Roma, Palazzo Venezia,
8.2.2008 – 02.06.2008
Berlino, Staatliche Museen zu Berlin - Gemäldegalerie,
Kulturforum, Sonderausstellungshallen,
28.6.2008 – 28.9.2008

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"Nessuno può mai essere veramente ferito se non da ciò che altera la sua natura."
(Storia di una fattoria africana, Olive Schreiner)

"Nessuno sa quante ribellioni fermentano nelle masse di esseri viventi che popolano la terra."
(Jane Eyre, Charlotte Bronte) 

PREFERRED GUYS:
Charlie Chaplin
Helen Mirren
Hugh Laurie
Cary Grant
Spencer Tracy
Franz Kafka
Haruki Murakami
Sigourney Weaver
Jamie Bell
Michael C. Hall
Jeff Bridges
Sofia Carlotta di Hannover
Ramin Bahrami
Ray Bradbury
Gabriele D’Annunzio
Primo Levi
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William Butler Yeats
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