Galaad Edizioni (clicca qui per tornare al sito)

"I pretended to be somebody I wanted to be until finally
I became that person. Or he became me." (Cary Grant)

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
 Galaad Edizioni (del 06/07/2008 @ 19:20:17, in Video, linkato 351 volte)

 

in the first days
of the spring time
made you a prince with a thousand enemies
made a trail of
of a thousand tears
made you a prisoner inside your own frequency

there's a ghost through me
who wants to say "i'm sorry"
doesn't mean i'm sorry

at the first hour
of the springtime
made you a prince with a thousand enemies

now i see you
from the corner
clock strikes
and i know you will be drinking alone

there's a ghost through me
who wants to say "i'm sorry"
doesn't mean i'm sorry.
 

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 Galaad Edizioni (del 04/07/2008 @ 19:29:13, in Nuvole, linkato 375 volte)

Si limitò a gettarmi un'occhiata, leggendomi in volto tutta la storia, e mormorò: "La conoscenza è forza, non è vero?". Poi tornò a leggere.

(David Grossman, Ci sono bambini a zigzag, traduzione di S. Kaminski e E. Loewenthal, Mondadori, 1996)

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 Galaad Edizioni (del 01/07/2008 @ 18:18:19, in Video, linkato 374 volte)

 

Who can say where the road goes
Where the day flows, only time
And who can say if your love grows
As your heart chose, only time

Who can say why your heart sighs
As your love flies, only time
And who can say why your heart cries
When your love lies, only time

Who can say when the roads meet
That love might be in your heart
And who can say when the day sleeps
If the night keeps all your heart

Night keeps all your heart

Who can say if your love grows
As your heart chose
- Only time
And who can say where the road goes
Where the day flows, only time

Who knows? Only time
Who knows? Only time

 

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 Galaad Edizioni (del 30/06/2008 @ 19:18:49, in Orme sulla luna, linkato 429 volte)

“Quello che le dico non è vacuo né insincero. Tutto al contrario, ciò che voglio è soltanto pregarla di dedicare la più grande attenzione alle sue rare doti, di preservarle con cura da ogni deformazione e storpiamento, da una sconsiderata, precoce dissipazione e negligenza. Per il momento posso solo dirle in tutta sincerità che lei canta eccezionalmente bene; ed è una cosa molto seria e che significa molto. Significa innanzitutto che bisogna raccomandarle di continuare a cantare diligentemente ogni giorno.
Si eserciti e canti con misura e giudizio. Lei stessa sicuramente non conosce la grandezza e l’estensione del tesoro che le è dato.”

(Robert Walser, La passeggiata, traduzione di Emilio Castellani, Adelphi, 2004)




(Georges Seurat, Il faro di Honfleur, 1886)

Cerchi di coloro confusi si misero a ruotare intorno a lui, ricordandogli per un istante un disegno, in un libro spaventoso della sua infanzia, dove ortaggi trionfali giravano sempre più veloci intorno a un ragazzino in camicia da notte che tentava disperatamente di svegliarsi dalla iridescente vertigine della vita dei sogni. L’ultima visione di quella vita fu l’incandescenza di un libro, o di una scatola, diventato completamente vuoto e trasparente. E questa, io credo, è la cosa: non l’angoscia grossolana della morte fisica, ma gli incomparabili tormenti della misteriosa manovra mentale necessaria per passare da uno stato di esistenza a un altro.
Bisogna andarci, vede figliolo, piano.

(Vladimir Nabokov, Cose trasparenti, traduzione di Dmitri Nabokov, Adelphi, 1995)


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 Galaad Edizioni (del 29/06/2008 @ 18:30:12, in Poesia, linkato 447 volte)

“Ho i nervi scossi stanotte. Sì, scossi. Sta’ con me.
Parlami. Perché non parli mai? Parla.
A cosa stai pensando? Pensando cosa? Cosa?
Io non so mai che cosa pensi. Pensa.”

Io penso che stiamo nel vicolo dei topi
Dove i morti hanno perso le loro ossa.

“Cos’è questo rumore?”
Il vento sotto la porta.
“Cos’è questo rumore ora? Che fa il vento?”
Niente ancora niente.
“Non sai nulla? Non vedi nulla? Non ricordi nulla?”

Io ricordo
Quelle sono perle che erano i suoi occhi.
“Sei vivo o no? Non c’è nulla nella tua testa?”

(T.S. Eliot, La terra desolata, a cura di Alessandro Serpieri, Rizzoli, 1982)


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 Galaad Edizioni (del 27/06/2008 @ 17:52:19, in Nuvole, linkato 461 volte)

La santità del libro, in generale, consiste nel fatto che il libro, allo stesso tempo, si pone e si impone ogni volta come un’entità data, compiuta, integrale e non modificabile, pur aprendosi liberamente alla lettura che non la finirà mai di aprirlo più ampiamente o più profondamente, di dargli mille sensi, mille segreti, di riscriverlo alla fine in mille modi.

(Jean-Luc Nancy, Del libro e della libreria, Raffaello Cortina Editore, 2006)


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 Galaad Edizioni (del 26/06/2008 @ 19:12:27, in Libri, linkato 548 volte)


di Giulia Merisi

“Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla.”
Una donna scopre nel suo ventre un ospite lieve ed inatteso. E’ l’inizio del tormento. Lei è una donna libera, che lavora, che ha deciso di vivere da sola e che non può permettere a quell’insolente pugnetto di cellule di sconvolgerle la vita (ormai segnata, comunque vada). Ha troppe cose da fare, tanti interessi da coltivare, ma… ma stavolta dovranno attendere: c’è un bambino che sta invadendo il suo corpo e la sua mente e di cui si è già innamorata. A lui chiede di spiegarle il significato della parola “amore”, a lui offre la protezione tenerissima che solo le persone forti sanno dare. Così lo guida in una sorta di viaggio di preparazione alla vita che sarà fatica e sofferenza, soprattutto se nascerà donna. In un mondo che quando riconosce alle donne il diritto ad esistere è per essere usate, in nome di un servaggio di cui, è stato loro spiegato, esser felici, perché hanno da sentirsi onorate a servire da nascita a morte i propri signori e padroni: gli uomini.
Ma la fine era annunciata e il viaggio si interrompe per l’ultimo rigurgito di libertà che lei si è voluta concedere. Il bambino è morto e la madre con lui.
Un libro duro, di una durezza adamantina. In perfetto stile “Fallaci”.
“La maternità non è un dovere morale. Non è nemmeno un fatto biologico. E’ una scelta consapevole.” E’ questo il messaggio dell’Oriana fieramente donna che invece di fattrici placide e supine, vorrebbe donne capaci di vivere, pensare, gioire oltre quel ventre gonfio di cui vanno giustamente orgogliose. E se l’Oriana di lassù potesse vedere oggi, la ragazzina rannicchiata su un gradino, leggere assorta il suo libro, statene certi, sorriderebbe compiaciuta: la piccola sta imparando cos’è la libertà.

Lettera a un bambino mai nato
Oriana Fallaci
pagg 102
Rizzoli 1994

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 Galaad Edizioni (del 25/06/2008 @ 18:50:29, in Video, linkato 416 volte)
 
We are shaking the tree...

Waiting your time, dreaming of a better life
Waiting your time, so much more than just a wife
You don't have to do what your mother has done, she has done
This is your life, this new life has begun
It's your day - a woman's day
It's your day - a woman's day

Turning the tide, you are on the incoming wave
Turning the tide, you know you are nobody's slave
Find your brothers and sisters
Who can hear all the truth in what you say
They can support you when you're on your way
It's your day - a woman's day
It's your day - a woman's day

We are shaking the tree...

There's nothing to gain when there's nothing to be lost
There's nothing to gain if you stay behind and count the cost
Make a decision that you can be who you can be, you can be
Tasting the fruit, come to the liberly tree
It's your day - a woman's day
It's your day - a woman's day

Changing your ways, changing those surrounding you
Changing your ways, more than any man can do
Open your heart, show him the anger and pain, so you heal
Maybe he's looking for his womanly side, make him feel

You had to be so strong
And you do nothing wrong, nothing wrong at all
We're gonna to break it down
We have to shake it down, shake it all around

We are shaking the tree...
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 Galaad... di Galaad Edizioni



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"Nessuno può mai essere veramente ferito se non da ciò che altera la sua natura."
(Storia di una fattoria africana, Olive Schreiner)

"Nessuno sa quante ribellioni fermentano nelle masse di esseri viventi che popolano la terra."
(Jane Eyre, Charlotte Bronte) 

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