Galaad Edizioni (clicca qui per tornare al sito)

"I pretended to be somebody I wanted to be until finally
I became that person. Or he became me." (Cary Grant)

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
 Galaad Edizioni (del 20/08/2009 @ 10:45:36, in Poesia, linkato 172 volte)

Ho scovato le uova utili
Alla mia fame per non morire
Ma al di là dimentico i miei sogni
Al di là io mi odio a morte.

(Paul Eluard, da Io vivo sempre)

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 Galaad Edizioni (del 14/08/2009 @ 17:32:31, in Nuvole, linkato 181 volte)
Quest'idea m'assilla spesso: e mi fa sentire ancor più estraneo a me stesso, al mio tempo, alla gente che mi circonda, alle stesse strade antiche e domestiche della mia città, le quali, abbagliate ormai da lunghe file d'insegne al neon, sollevano sulla sera un loro volto stupefatto.

(Mario Pomilio, La compromissione)
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 Galaad Edizioni (del 07/08/2009 @ 10:10:41, in Nuvole, linkato 160 volte)
Le parole si muovono, la musica si muove solo nel tempo; ma ciò che soltanto vive può soltanto morire. Le parole, dopo il discorso giungono al silenzio.

(da Quattro quartetti, T.S. Eliot)
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 Galaad Edizioni (del 29/07/2009 @ 20:50:33, in Poesia, linkato 146 volte)
Quando ti vidi la prima volta
M’apparve un monte innevato
Sulla cima ghiaccio ustionante
Alle falde boschi e muschio profumato.
Varchi non ve n’erano
Ma la curiosità era traboccante
Volevo scoprirne il cuore
L’istinto non m’ingannava.
Neve soffice all’esterno
Luce bianca all’interno
Roccia solida e irregolare
Spirito forte e prismatico.
Ogni volta che quell’apparizione
Innanzi mi si parava
Le mie paure s’allontanavano
E un nuovo passo avanti tentavo.
Poi una luce m’abbagliò
Mi feci scudo con la mano
Uno spiraglio nella roccia
E la visione di immensi tesori
Maledetta la pioggia improvvisa
E il fango che giù m’ha trascinato
Perché scarpe robuste non avevo
L’inesperienza m’ha spintonato.
Da quaggiù il monte più non si vede
Lo spiraglio s’è richiuso
Il tesoro è di nuovo nascosto
Ed io sono afflitto.
Mi rialzo, pulisco le mie vesti
Mi scrollo di dosso il fango
Ma tu monte innevato mostrati ancora
Permettimi di calpestare il tuo suolo.

anonimo
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 Galaad Edizioni (del 27/07/2009 @ 11:18:06, in Mostre, linkato 185 volte)


di Pietro Ruggieri
Utagawa Hiroshige (1797-1858) è considerato uno dei più grandi artisti figurativi giapponesi. Eseguì le sue opere principalmente con la tecnica della stampa policroma, felice connubio di ispirazione artistica e sapiente tecnica artigianale incisoria, di attenzione per i particolari e gusto nella scelta dei colori. La mostra, che espone una parte della sua rilevante produzione artistica, si snoda in un’atmosfera rarefatta, che richiama i colori e i suoni del Sol Levante. Si percorre un cammino attraverso giardini giapponesi, pontili in legno, porte orientali, ideogrammi e pittogrammi che rievocano gli ambienti e i luoghi in cui l’artista visse e operò. Un motivo dominante caratterizza le opere di Hiroshige, che avranno grande influenza sulla pittura impressionista: il respiro profondo della natura, celebrata in tutte le sue forme e sfumature. Non possiamo non restare affascinati dalle stampe di fiori, piante, pesci, uccelli. Gli elementi della natura sono rappresentati in un attimo particolare della loro esistenza, colti nell’atto di sbocciare, posarsi, volare o in relazione ai mutamenti del clima e delle stagioni, di cui Hiroshige fu un sottile e attento osservatore.
La sua capacità di riprodurre un paesaggio sotto un temporale improvviso gli valse l’appellativo, già presso i contemporanei, di “maestro della pioggia”. La natura si esprime in un tramonto, nel tumulto delle correnti marine, in un paesaggio ammantato di neve, nella luna piena che illumina il monte Fuji, nelle vedute e negli scorci di alcuni luoghi del Giappone, i quali, proprio grazie alla diffusione delle stampe di Hiroshige, divennero famosi e meta di viaggi da parte dei Giapponesi. La natura è un entità dotata di una forza vitale misteriosa e palpitante che affianca, senza mai sopraffarla, l’esistenza quotidiana degli uomini - artigiani, mercanti, venditori di riso, contadini - rappresentati in alcuni momenti della loro attività lavorativa. Anche nelle opere del ciclo dedicato alla città di Edo (Tokyo), il richiamo alla natura e all’uomo è sempre presente. Per Hiroshige, la natura è espressione dell’universo, fonte inesauribile di armonia e bellezza. Solo aprendosi alla sua indecifrabile malia l’uomo coglie il senso della propria vita e si avvicina ai misteri del cosmo.

Hiroshige, Il maestro della natura
Roma, Museo Fondazione Roma
17.3.2009-13.9.2009.
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 Galaad Edizioni (del 21/07/2009 @ 10:22:06, in Nuvole, linkato 158 volte)
Era una sera d’estate, alla vigilia di una festa. Me ne stavo davanti ai tabelloni della Pro loco, sistemati in un angolo della piazza piena di gente, a leggere uno di quei manifesti che Nazareno, il segretario, scriveva coi pennarelli rossi e blu. All’improvviso, mi ritrovai in mutande. Berardo s’era chinato dietro di me, aveva afferrato i bordi dei miei pantaloncini e con un colpo secco li aveva tirati giù. Adesso era a qualche metro da me e rideva, come ridevano i tanti che avevano assistito alla scena. Ero già arrabbiato, mentre mi tiravo su i pantaloni e maledicevo quel maledetto elastico alla vita che aveva permesso lo scempio, ma quando m’accorsi che tra quelli che sghignazzavano alle mie spalle c’era anche Diana, la bellissima bambina che veniva ogni anno al paese da Roma per le vacanze e mi piaceva tanto, vidi rosso e mi lanciai contro il verme, deciso a distruggerlo. Mi aveva ridicolizzato davanti a lei, e non avrei avuto più il coraggio di avvicinarla: dovevo mangiarmelo vivo, come minimo, scarpe da tennis comprese.

Roberto Michilli, L'inseguimento
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 Galaad Edizioni (del 18/07/2009 @ 08:36:22, in Poesia, linkato 139 volte)
Dicono che la Speranza sia felicità,
ma il vero Amore deve amare il passato,
e il Ricordo risveglia i pensieri felici che primi sorgono e ultimi svaniscono.
E tutto ciò che il Ricordo ama di più un tempo fu Speranza solamente;
e quel che amò e perse la Speranza
oramai è circonfuso nel Ricordo.
È triste! È tutto un’illusione:
il futuro ci inganna da lontano,
non siamo più quel che ricordiamo,
né osiamo pensare a ciò che siamo.

Lord Byron
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 Galaad Edizioni (del 09/07/2009 @ 16:39:07, in Video, linkato 125 volte)
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"Nessuno può mai essere veramente ferito se non da ciò che altera la sua natura."
(Storia di una fattoria africana, Olive Schreiner)

"Nessuno sa quante ribellioni fermentano nelle masse di esseri viventi che popolano la terra."
(Jane Eyre, Charlotte Bronte) 

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