"I pretended to be somebody I wanted to be until finally
I became that person. Or he became me." (Cary Grant)
15apr
![]() di Giuliana Friscia |
Artemisia Gentileschi, una pittrice diventata donna grazie alla sua arte, ci insegna che la tenacia e la fiducia in se stessi sono la migliore difesa contro la cattiveria di un mondo bigotto e ignorante. La passione di Artemisia |
02apr
![]() di Giuliana Friscia |
In questo celebre romanzo, pubblicato nel 1961 da un siciliano vero, diviso tra l’amore viscerale per la sua terra e la rabbia di vederla sprofondare nella sua stessa solitudine, s’intravedono scorci di una Sicilia senza tempo, in cui tradizioni, credenze e usanze vive e ben radicate, pur rafforzandone l’isolamento, caratterizzano l’isola e la rendono unica agli occhi del mondo. Il giorno della civetta |
![]() di Pietro Ruggieri |
“La strada” è la storia commovente e drammatica del viaggio di un uomo e di suo figlio in un mondo devastato da una non ben identificata catastrofe: forse una guerra nucleare, o un’alterazione irreversibile delle condizioni climatiche provocata dall’inquinamento, o forse la caduta di un meteorite. I due protagonisti, che restano senza nome fino alla fine, vivono la loro condizione di sopravvissuti in un ambiente prosciugato di ogni risorsa, nel quale la vita è quasi impossibile. Nel loro percorso a piedi verso sud, verso il mare, attraversano città deserte e foreste incenerite che evocano l’anticamera dell’inferno, con la speranza di trovare territori più vivibili di quelli che hanno abbandonato. Vestiti di stracci, i due devono affrontare ogni sorta di orrore: il deperimento per fame, il gelo invernale che penetra nelle ossa, la fuga da uomini divenuti cannibali per mancanza di cibo, la ricerca continua di viveri in case ormai disabitate da anni. Simbolo del peso insopportabile del viaggio è un pesante carrello della spesa che il padre si trascina dietro notte e giorno, colmo di coperte e indumenti per ripararsi dal freddo, di oggetti utili alla sopravvivenza e di cibo, sempre troppo poco, sempre insufficiente. Eppure nulla riesce a ostacolare il loro viaggio, perché ciò che li spinge ad andare avanti è una forza che non si spegne mai, una forza che il bimbo chiama misteriosamente “fuoco”: è l’amore indissolubile che li aiuta a sopportare la disperazione, la miseria, la violenza degli uomini e l’assenza di futuro. Il romanzo non è diviso in capitoli; i dialoghi, non virgolettati, si fondono con il racconto e le frasi sono brevi, scolpite sulla pagina. Un romanzo avvincente e ipnotico, che fa dormire sonni inquieti per diverse notti.
Da leggere d'un fiato con i brividi a fior di pelle. La strada Cormac McCarthy Traduzione di Martina Testa Pagg. 218 Einaudi |
![]() di Giuliana Friscia |
La psiche umana è alla base di ogni rapporto tra gli esseri viventi perché l’individuo è anche e soprattutto il risultato di ciò che vive, subisce, ricorda e rimuove. Il passato influenza l’avvenire ed è impresa ardua non lasciarsi condizionare dal proprio vissuto. Non esistono uomini senza passato, ma è facile incontrare uomini che un’esperienza negativa ha privato di un futuro, di una speranza, di una possibilità di rinascita. Trauma |
12feb
![]() di Paolo Ruggieri |
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Perché ad alcune persone viene offerta la possibilità di viaggiare nel tempo? E come vive un uomo al quale la Natura concede una facoltà del genere? A queste domande tenta di dare risposta Audrey Niffenegger ne “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, e lo fa percorrendo la via del sentimento. All’autrice non interessa descrivere un viaggiatore temporale che ha il compito di usare i suoi poteri straordinari per compiere imprese mirabolanti e magari “salvare il mondo”, tanto che Henry, il protagonista del romanzo, non alza un dito per scongiurare l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Per Henry la “cronodisfunzione” da cui è affetto è solo una malattia, un impaccio che gli impedisce di vivere appieno il suo amore per Clare, non una condizione privilegiata o una benedizione celeste. Nel corso delle sue scorribande temporali Henry incontra se stesso fanciullo e gli insegna a cavarsela nelle situazioni più assurde; conosce Clare, la sua futura moglie, quando è ancora una bambina e se ne prende cura finché lei non raggiunge l’età in cui sboccerà il loro amore; torna al passato per rivedere la madre, morta quando lui era piccolo, in modo da tenerne vivo il ricordo; ma non può far nulla per salvarla. In altre parole, Henry può viaggiare nel tempo ma non può mutare il corso degli eventi: tutto è già scritto. E non potrà neppure salvare se stesso. A cosa serve allora viaggiare nel tempo? La Niffenegger non ci offre una risposta esauriente, ma si limita a raccontarci la vita di un uomo che si ritrova suo malgrado nella più assurda e paradossale delle situazioni. Solo l’amore ha la capacità di abbattere le barriere dello spazio e del tempo, solo un sentimento autentico, puro e assoluto può spingere Clare ad accettare fin da bambina un uomo tanto problematico, superando qualsiasi ostacolo. Henry è una persona nuova nel panorama delle tipologie umane e sua figlia erediterà le sue peculiari facoltà. E allora il problema da risolvere sarà un altro: come ci si deve porre di fronte a una “persona nuova”? Bisogna accettarla, seguendo l’esempio di Claire, risponde la scrittrice, perché se la Natura crea un essere nuovo lo fa per uno scopo ben preciso, forse oscuro per la limitata comprensione degli uomini, ma senza dubbio benefico. La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
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![]() di Giulana Friscia |
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La vita moderna |
![]() di Giuliana Friscia |
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In un istante, sin dalla prima riga, ci si ritrova catapultati in un sogno, quello di consacrare l’intera vita alla realizzazione di un’opera d’arte. E l’opera d’arte in questione sarà la vita stessa. |
20dic
![]() di Giuliana Friscia |
“Al lettore”
Purtroppo non avremo mai la possibilità di avvicinarci a lui e di parlargli, ma il grande poeta ci ha concesso la possibilità di un incontro eterno attraverso la porta della sua arte: la poesia. Il volume si apre con un’apostrofe al lettore: "Sciocchezza, errore, peccato, avarizia possiedono gli spiriti e travagliano i corpi". Con parole aspre e severe, Baudelaire esprime una visione negativa non solo del corpo, materiale e perciò corruttibile, ma anche dello spirito, la parte eterea della natura umana. L’essere umano è interamente marcio e viscido, meschino e perverso, e il poeta stesso non si sottrae alla critica: "caparbi i nostri falli […], persuasi di lavare con vili lagrime ogni nostra macchia". Ma il buio che corrode l’anima dell’uomo non nasce dal nulla: È il Re degli Inferi a guidare la natura dell’uomo verso il Male ed egli, attratto e soggiogato dal suo fascino, si lascia manovrare come un burattino. Il Male annulla ogni capacità razionale e riflessiva e riduce la vita dell’uomo a una risposta a stimoli malefici: è questo l’uomo di Baudelaire. L’aspetto più cinico e provocatorio risiede nella scelta del destinatario: il lettore. Perché? Baudelaire poteva dedicare la poesia agli uomini in generale o a se stesso, invece prende di mira il lettore e lo dipinge come il rappresentante di una categoria abominevole e malsana, affetta dal vizio "più laido, più tristo, più immondo! […] è Nessuno può sottrarsi a una simile mostruosa infermità, perché di fronte a essa siamo tutti uguali: "Lettore, ben conosci codesto delicato mostro; ipocrita lettore, tu, mio simile, fratello!" |

Novità:
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