Galaad Edizioni (clicca qui per tornare al sito)

"I pretended to be somebody I wanted to be until finally
I became that person. Or he became me." (Cary Grant)

Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
 Galaad Edizioni (del 06/06/2008 @ 20:47:05, in Nuvole, linkato 345 volte)

Non si dica che non ho detto niente di nuovo: la disposizione della materia è nuova; quando si gioca a palla, è sempre la stessa palla con cui giocano l’uno e l’altro, ma uno dei due la lancia meglio. Tanto varrebbe rimproverarmi di essermi servito di parole antiche: come se gli stessi pensieri non formassero un altro discorso per una disposizione diversa, nello stesso modo che le medesime parole disposte diversamente formano altri pensieri.
Le parole disposte diversamente fanno un senso diverso, e i sensi diversamente disposti fanno effetti diversi.

(Blaise Pascal, Pensieri, traduzione di Franco De Poli, Fabbri, 1969)


 
 Galaad Edizioni (del 12/06/2008 @ 16:54:19, in Nuvole, linkato 347 volte)

Ogni due o tre anni salta fuori una nuova teoria sulla probabile posizione dell’Eden, che contraddice tutte le teorie precedenti. Solo su un punto sono tutti d’accordo, e cioè che non esiste più, che è finito per sempre. Ma io ti dico: non importa dove sia stato, l’importante è solo che non c’è più. E si trovasse in Mongolia o altrove – in ogni caso là dove un tempo sorse l’Eden oggi deve esserci l’inferno. Perché non è pensabile che si sia tramutato in una contrada come tante. Sarebbe stata una mezza misura che dall’Eden non mi aspetterei mai. Deve essersi tramutato invece nel suo esatto, infernale contrario. Perché le cose, tutte le cose, o restano come sono o altrimenti si trasformano nell’estremo opposto.

(Un sogno in rosso, Alexander Lernet-Holenia, traduzione di Elisabetta Dell'Anna Ciancia, Adelphi, 2006)
 
 Galaad Edizioni (del 22/06/2008 @ 17:45:00, in Nuvole, linkato 520 volte)

Ho stappato lo champagne e l’ho versato nei calici. Ho passato personalmente a ognuno di loro un calice, sorridendo. Poi ho preso il mio.
"Prima di bere, vorrei dire due parole a tutti voi."
Audrey mi ha stretto la mano. È sceso il silenzio.
Mi sono schiarita la voce.
"Volevo ringraziarvi tutti. Mi avete dato molto. Mi avete accolto nel vostro gruppo, mi avete fatto sentire accettata. E per questo vi ringrazio. Siete i miei amici, e in ognuno di voi c’è qualcosa di me. Forse è questo il motivo per cui vi piace tanto stare con me e confidarvi. Conservo gelosamente la memoria di ogni singolo istante che abbiamo passato insieme. Mi accompagnerà ovunque..."

(Gregory Milton, L'ultima notte, Galaad Edizioni, 2007)

 
 Galaad Edizioni (del 27/06/2008 @ 17:52:19, in Nuvole, linkato 461 volte)

La santità del libro, in generale, consiste nel fatto che il libro, allo stesso tempo, si pone e si impone ogni volta come un’entità data, compiuta, integrale e non modificabile, pur aprendosi liberamente alla lettura che non la finirà mai di aprirlo più ampiamente o più profondamente, di dargli mille sensi, mille segreti, di riscriverlo alla fine in mille modi.

(Jean-Luc Nancy, Del libro e della libreria, Raffaello Cortina Editore, 2006)


 
 Galaad Edizioni (del 04/07/2008 @ 19:29:13, in Nuvole, linkato 375 volte)

Si limitò a gettarmi un'occhiata, leggendomi in volto tutta la storia, e mormorò: "La conoscenza è forza, non è vero?". Poi tornò a leggere.

(David Grossman, Ci sono bambini a zigzag, traduzione di S. Kaminski e E. Loewenthal, Mondadori, 1996)

 
 Galaad Edizioni (del 09/07/2008 @ 18:55:20, in Nuvole, linkato 368 volte)

Io e te dobbiamo fare un patto. Ci ho pensato tutta la notte... nel senso che anch'io ho una cosa da chiederti, dunque a ben vedere è piuttosto un baratto.

(Antonio Tabucchi, Tristano muore, Feltrinelli, 2004)
 
 Galaad Edizioni (del 14/07/2008 @ 15:29:14, in Nuvole, linkato 401 volte)

In momenti così il telefono sembra una bomba a orologeria. Nessuno sa quando scoppierà, ma il tempo è scandito da questa possibilità. Il telefono ha una forma strana. Molto strana. Di solito non ci si fa caso, ma a guardarlo con attenzione si comincia a notare la sua singolare presenza nello spazio. A volte lo guardi e ti sembra che abbia un disperato bisogno di dire qualcosa, altre volte è come se si sentisse oppresso dalle proprie funzioni. Un puro concetto a cui è stato affidato un corpo inadeguato. (…) Ma mettiamo il caso che io riuscissi a superare i suddetti ostacoli, e a telefonare a Yuki. Potrebbe benissimo dirmi “adesso non mi va di parlare. Ciao”, e chiudermi il telefono in faccia. In quel caso non si produrrebbe alcuna conversazione. Sarebbe solo un esempio di interesse unilaterale. (…)
Provai a chiamare. Quando mi passarono il suo personal manager, dissi il nome della rivista per cui lavoravo e spiegai che avevo bisogno di parlare con Gotanda. E’ per un’intervista? chiese lui. Non esattamente, risposi. Di cosa si tratta, allora? insisté. Immagino che fosse un sospetto legittimo. Di una cosa privata, risposi. Privata in che senso? fece lui. (…) Spiegai che si trattava di una questione importante. Posso riferire io, disse. Ho bisogno di parlare direttamente con lui, insistetti. Tutti vorrebbero parlare direttamente con lui, obiettò il manager (...). “Si tratta di una questione importante,” ripetei.

(Murakami Haruki, Dance Dance Dance, traduzione di Giorgio Amitrano, Einaudi, 2001)
 
 Galaad Edizioni (del 22/07/2008 @ 23:17:40, in Nuvole, linkato 393 volte)

…incontrai gli occhi di Demian. […] Non solo notai che non aveva un viso di fanciullo ma d’uomo: credetti addirittura di vedere o di sentire che il suo non era neanche un viso d’uomo, ma qualche cosa di diverso. Ci doveva essere un che di femminile, e per un istante quel volto non mi parve né maschile o puerile, né vecchio o giovane, ma in qualche modo millenario, fuori del tempo, con l’impronta di secoli diversi dai nostri. Così possono essere animali o alberi o astri, non avrei saputo dire; non sentivo esattamente ciò che ne dico ora da adulto, ma qualcosa di simile. Forse era bello e mi piaceva, forse mi era antipatico, ma nemmeno questo era decisivo. Vidi soltanto che era diverso da noi come un animale o come uno spirito: non so com’era, ma era diverso, incredibilmente diverso da tutti noi.

(Herman Hesse, Demian, traduzione di Ervino Pocar, Mondadori, 1979)


 
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