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Traduzione di
Riccardo Colli
pp. 78
13x20
11,00 euro
Lumina mundi n.2
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“The lifted veil” si apre con un’angosciosa sequenza di morte. Latimer, protagonista e voce narrante del romanzo, è dotato di facoltà mentali fuori del comune: può vedere il futuro e leggere le menti degli altri. Grazie alla sua eccezionale chiaroveggenza ha previsto che morirà di lì a un mese, il 20 settembre 1850. Non gli rimane che usare il tempo che lo separa dal giorno fatale per raccontare le strane vicende della sua esistenza, nella speranza di trovare quella solidarietà che non è mai stato capace di suscitare durante tutta la sua vita.
Pubblicato anonimo nel 1859, per non disorientare quei lettori che avevano decretato il successo delle opere d’esordio della scrittrice, “Il velo dissolto” è il soliloquio intenso e allucinato di un uomo perseguitato da una sensibilità straordinaria che, suo malgrado, gli consente di distinguere quel velo impalpabile che nasconde la realtà delle cose e separa l’uomo dalla comprensione di se stesso, dalla conoscenza dell’universo, dalla verità sul tempo. Considerato “anomalo” nella produzione letteraria di George Eliot, questo ambiguo, enigmatico racconto condensa in poche pagine di grande letteratura le contraddizioni dell’epoca vittoriana, legate al rapporto tra individuo e società, fede e ragione, arte e scienza, irrealtà e realtà, vita e morte e ci mostra che l’evoluzione del genere umano avviene soltanto nella consapevolezza e nell’accettazione della natura caotica dell’universo.
Scrittrice geniale nel descrivere la coscienza umana e la vita della mente, la Eliot “gioca” con il lettore, anche se il suo obiettivo non è quello di offrirgli un raffinato divertissement letterario ma quello di sollevare “la mobile cortina della terra e del cielo” per portare alla luce la parte più oscura dell’essenza e dell’esperienza umana.
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