Una donna sconosciuta pattina da sola nella notte, tra le montagne innevate. Le sue mani sono gelide, il suo volto resta nell’ombra. Un uomo la incontra per caso e ne subisce il richiamo, senza capire se quella bellezza prometta l’amore o nasconda qualcosa di spaventoso. È l’inizio del Fascino della neve, il racconto che dà il titolo a questa raccolta. Ma il pericolo può annidarsi anche in una stanza d’affitto, dove un enigmatico pensionante sembra praticare arti che sarebbe prudente ignorare; su un’isola canadese, dove la solitudine viene infranta da presenze che non dovrebbero esistere; oppure nella scoperta di uno studioso, capace di svelare un segreto che forse l’umanità non è destinata a conoscere. Quattro storie, quattro modi di avvicinarsi a una soglia oltre la quale il mondo familiare smette di offrire riparo. Maestro del racconto soprannaturale e figura capitale della letteratura weird, Algernon Blackwood ha saputo dare forma narrativa a un’intuizione sconcertante: la natura, la mente e l’universo custodiscono forze immensamente più antiche e vaste dell’essere umano. ll contatto con queste forze promette una rivelazione, ma può travolgere ogni certezza.
Traduzione di Michele Piumini, Introduzione di Luca Ambrogiani
Lumina Mundi n.21